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	<title>COVID-19 Archivi - CESDA</title>
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	<title>COVID-19 Archivi - CESDA</title>
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		<title>La solitudine dei giovani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/02/la-solitudine-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[HIKIKOMORI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Disagi giovanili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>i disturbi di salute mentale stanno aumentando di incidenza, e spesso si sviluppano in età precoce.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nello studio pubblicato da Quotidianosanità si prospetta uno scenario preoccupante. <strong>La “<em>solitudine giovanile”</em> viene definita come la differenza soggettiva e dolorosa tra le relazioni sociali desiderate da un giovane e quelle effettive che riesce a costruire.</strong> Si tratta di un sentimento di “<em>disconnessione emotiva”</em> e mancanza di appartenenza, particolarmente acuto durante l’adolescenza e la prima età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">OMS e Unicef evidenziano come<strong> i disturbi di salute mentale stanno aumentando di incidenza, e spesso si sviluppano in età precoce.</strong> Un bambino su sette sperimenta disturbi di ansia, di depressione e comportamentali: un terzo di questi sono dettati dalla paura del futuro, incertezza del contesto lavorativo e dei fenomeni globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Studi del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) del 2025 indicano che<strong> il 10% degli adolescenti italiani vive in una condizione di estremo ritiro sociale.</strong> Il timore del giudizio altrui e l’ansia da prestazione (scolastica o estetica) spingono molti giovani a chiudersi in un “<em>bunker domestico</em>” per evitare il confronto con i coetanei. Questo dato è aumentato considerevolmente nel periodo post pandemia: si legge come gli adolescenti italiani hanno sofferto la mancanza di interazione fisica molto più dei coetanei europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause di questa situazione vengono ricondotte dal report alla <strong>crisi dei due attori principali del processo educativo e sociale dei bambini e degli adolescenti: la scuola e la famiglia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia è al quarto posto in Europa per abbandono scolastico con un tasso vicino al 10% e una disparità regionale particolarmente accentuata. La scuola italiana è percepita come una delle più stressanti al mondo. Oltre la metà degli studenti soffre di nervosismo legato allo studio, con carichi settimanali che possono raggiungere le 50 ore. Inoltre, le disuguaglianze socio-economiche e la povertà educativa giocano un ruolo non indifferente sul successo formativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la famiglia italiana sta attraversando una crisi strutturale ed economica, con un calo importante della ricchezza. Oltre ai fattori economici emergono nuove criticità nel tessuto relazionale, legate a separazioni e conflitti intergenerazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di supporto psicologico è ormai una realtà diffusa tra le nuove generazioni. Quali possono essere le strategie da mettere in atto di fronte a questa nuova realtà sociale? Lo studio pubblicato da Giorgio Banchieri costruisce una rassegna critica delle politiche sociali già esistenti e analizza nuove proposte.</p>
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		<title>aumento di consumo e spaccio di cocaina in norvegia</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/09/26/aumento-di-consumo-e-spaccio-di-cocaina-in-norvegia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze cocaina norvegia taglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ultimi rapporti e dati segnalano come la Norvegia sia diventato uno dei principali snodi del traffico europeo di cocaina </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In <strong>Norvegia</strong>, alla pari degli altri Paesi scandinavi, <strong>consumo e spaccio di cocaina sono aumentati in modo significativo</strong>. In particolare, la Norvegia da Paese ai margini dei grandi traffici di droga, sta diventando uno degli snodi principali in Europa, come attesta un articolo di El Pais tradotto da Aduc.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non siamo preparati ad affrontare questa situazione&#8221;, ammette Karin Tandero Schaug, presidente dell&#8217;Unione doganale norvegese, alludendo a quello che alcuni media locali hanno descritto come uno &#8220;tsunami della cocaina&#8221;. Tandero Schaug indica la pandemia di Covid come il punto di svolta: &#8220;<strong>Tra la fine del 2021 e l&#8217;inizio del 2022, abbiamo assistito a un netto aumento. Tra i giovani, tra il jet set, in vari contesti sociali, il consumo di cocaina stava diventando una normalità alle feste</strong>&#8220;. La leader sindacale afferma che sono stati lanciati segnali d&#8217;allarme, ma che ci è voluto più di un anno prima che la classe politica reagisse.</p>
<p>Il suo collega Rune Gundersen ricorda che era il marzo 2023 quando la questione esplose sui media, in seguito al <strong>sequestro di 820 chili di cocaina in un container di banane provenienti dal Sud America</strong>. &#8220;Non avevamo mai visto niente del genere. Eravamo abituati a intercettare piccole quantità, per lo più per uso personale, ma non chili&#8221;, racconta. <strong>L&#8217;anno si chiuse con 2,3 tonnellate sequestrate, più che in tutto il decennio precedente.</strong></p>
<p><strong>I doganieri si sentono sopraffatti: non hanno risorse e personale sufficienti per far fronte alla valanga di cocaina</strong> . Hanno un solo scanner in grado di ispezionare container pieni a Oslo, che devono condividere tra diversi porti. Dopo un periodo di tagli, durante il quale sono stati sul punto di dover dismettere diverse navi, il bilancio del servizio doganale è stato aumentato nel 2025, il che ha consentito un certo rafforzamento, tra le altre cose, con l&#8217;acquisizione di un altro scanner – &#8220;anche se non sarà operativo prima di altri due anni&#8221;, si lamenta Gundersen. Nonostante l&#8217;aumento di bilancio, Tandero Schaug sottolinea che molti doganieri andranno in pensione nei prossimi anni e che non vengono formati abbastanza giovani per garantire il ricambio generazionale.</p>
<p><strong>Il sindaco di Oslo Anne Lindboe, conservatrice, ha riconosciuto qualche mese fa che il porto della capitale norvegese è diventato &#8220;uno dei preferiti in Europa dalla criminalità organizzata&#8221; e ha ammesso che le attuali misure di controllo e sicurezza sono insufficienti.</strong><br />
Tuttavia, la droga non entra in grandi quantità solo attraverso il porto di Oslo. <strong>Arriva anche attraverso vari punti lungo la costa, attraverso gli aeroporti o gli oltre 1.600 chilometri di confine terrestre con la Svezia</strong>, lungo le decine di strade che collegano i due paesi, &#8220;o persino in motoslitta, con gli sci o a piedi&#8221;, afferma Tandero Schaug.</p>
<p>Nel tentativo di arginare la criminalità transfrontaliera, la scorsa settimana è stata inaugurata una stazione di polizia congiunta al confine tra Norvegia e Svezia. Alla solenne cerimonia hanno partecipato la Principessa Ereditaria Vittoria di Svezia e il Principe Haakon di Norvegia. Si tratta dell&#8217;ultimo passo compiuto nell&#8217;ambito della strategia volta a rafforzare la cooperazione tra i paesi nordici con l&#8217;obiettivo di fermare la diffusione delle bande criminali svedesi.</p>
<p>Nel suo ultimo rapporto annuale sulle minacce provenienti dalle reti criminali, <strong>la polizia norvegese ammette che le bande svedesi sono ora operative in tutte le regioni del Paese</strong>. La Danimarca ha annunciato lo scorso anno che avrebbe rafforzato i controlli di polizia al confine con la Svezia. <strong>Anche l&#8217;Islanda sta affrontando una crisi, con diversi sequestri negli ultimi mesi che non hanno precedenti nella storia del Paese</strong>, sia in termini di quantità che di purezza della droga.</p>
<p>Il ministro della Giustizia danese Peter Hummelgard, socialdemocratico, ha giustificato l&#8217;inasprimento dei controlli alle frontiere con il paese vicino: &#8220;La realtà attuale è che non solo la Danimarca, ma anche gran parte dei paesi nordici stanno subendo le conseguenze delle fallimentari politiche svedesi in materia di immigrazione e integrazione, e prendiamo questa questione molto seriamente&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;aumento dell&#8217;afflusso di cocaina in Norvegia si riflette in numerose statistiche</strong>. Secondo l&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Agenzia europea per le droghe, il consumo tra i giovani dai 15 ai 34 anni è il terzo più alto del continente, dietro solo a Paesi Bassi e Irlanda. Uno studio della stessa agenzia, basato sull&#8217;analisi delle acque reflue, ha rivelato che il consumo di cocaina a Oslo è triplicato dalla fine della pandemia di Covid.</p>
<p style="text-align: justify;">E, secondo un sondaggio Ipsos, <strong>un quarto dei norvegesi di età compresa tra 16 e 19 anni considera la polvere bianca comune alle feste quanto l&#8217;alcol</strong>.<br />
Inoltre, un rapporto dell&#8217;Istituto norvegese di sanità pubblica della fine del 2024 sottolinea che <strong>il 17% dei ragazzi e l&#8217;8% delle ragazze dell&#8217;ultimo anno di scuola secondaria hanno fatto uso di questa droga durante quell&#8217;anno</strong>. Anche il numero di cittadini in trattamento per dipendenza da cocaina è aumentato vertiginosamente nel paese scandinavo.</p>
<p>Non sono solo i numeri. <strong>L&#8217;abbondanza di droga in Norvegia si riflette anche sulle strade</strong>, soprattutto nel quartiere di Greenland, proprio nel centro di Oslo. Un quartiere di poco più di 10.000 residenti, la maggior parte dei quali nati all&#8217;estero, è diventato l&#8217;epicentro del narcotraffico nel paese scandinavo. &#8220;È il posto in Norvegia dove si vende più droga&#8221;, afferma Gundersen. Intorno agli ingressi della metropolitana, e nonostante la frequente presenza di auto della polizia, ci sono giovani – e non più giovani – che offrono hashish e cocaina ai passanti quasi a qualsiasi ora del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti si spostano su monopattini elettrici e non portano droga o ne portano solo piccole quantità, per evitare seri problemi con la polizia.<br />
Tuttavia, non è necessario andare in Groenlandia per procurarsi droga a Oslo. &#8220;<strong>La maggior parte dei giovani la compra tramite i social media o app di messaggistica istantanea come Snapchat</strong>&#8220;, osserva Tandero Schaug. &#8220;Procurarsi la cocaina è più facile che comprare alcolici: nessuno controllerà l&#8217;età legale. E arriva a casa più velocemente di una pizza a domicilio&#8221;.</p>
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		<title>LA RIVOLUZIONE INVISIBILE: SPACCIO DI DROGA A DISTANZA</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/08/22/la-rivoluzione-invisibile-spaccio-di-droga-a-distanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 06:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[digitale spaccio fisico francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>gli investimenti in tecnologia e risorse umane dei gruppi del narcotraffico evolve di continuo e in particolare è finalizzata a sviluppare un'offerta a distanza che sfrutta le applicazioni digitali</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel panorama in <strong>continuo mutamento dei mercati della droga, sta avvenendo una rivoluzione silenziosa: lo spaccio di droga a distanza</strong> cresce sempre più. Grazie all&#8217;uso diffuso di applicazioni via smartphone, <strong>mentre lo spaccio tradizionale arretra, aumentano nuove forme di vendita online</strong>, come documenta un articolo di Le Monde per la Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si trattava di un piano riservato agli addetti ai lavori, un mercato nascosto in cui solo i tossicodipendenti più esperti di computer sapevano come muoversi. Era necessario padroneggiare il dark web, in cui una manciata di trafficanti pionieri aveva investito per vendere la droga proibita senza alcun controllo.</p>
<p>Questi &#8220;mercati&#8221;, emersi negli anni 2010, hanno poco in comune con l&#8217;attuale panorama della vendita di droga a distanza, come descritto in una <strong>nota della polizia francese datata 30 luglio, che sottolineava come &#8220;i gruppi criminali si siano adattati ricorrendo massicciamente alla consegna a domicilio&#8221; e investendo in &#8220;nuove tecnologie</strong>, ora strumenti essenziali del traffico illecito di droga&#8221;. Secondo <strong>investigatori specializzati, i punti di spaccio digitali</strong> stanno vivendo una popolarità senza precedenti: c<strong>ontano &#8220;tra 100.000 e 300.000 membri attivi in tutte le reti di vendita di droga</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>La digitalizzazione del traffico, un fenomeno noto anche come &#8220;ubershit&#8221;, ha acquisito slancio durante la pandemia di Covid-19 e i lockdown</strong>. Oltre a contrastare le restrizioni di viaggio, <strong>il sistema di consegna a domicilio è emerso come un modo per aggirare i controlli di polizia ed evitare tensioni nei tradizionali punti di spaccio</strong>, offrendo al contempo nuovi servizi a una clientela più ampia e connessa.</p>
<p><strong>Questa digitalizzazione accompagna il calo del numero di punti vendita fisici, che ora ammonta a 2.729, con un calo del 32% rispetto al 2022. I venditori si affidano alle app di messaggistica più diffuse</strong> per raggiungere i propri clienti: Snapchat, considerata una &#8220;vetrina&#8221;, ma anche WhatsApp, Signal e Telegram.</p>
<p>In assenza di &#8220;chouf&#8221; (osservatori) e &#8220;charbonneur&#8221; (venditori), essenziali sul campo, <strong>le reti che sono diventate digitali impiegano &#8220;call center&#8221; per gestire gli ordini, flotte di fattorini – assunti per attirare la minor attenzione possibile – e creativi responsabili del design e del marketing</strong>.</p>
<p><strong>Alcuni dei &#8220;four&#8221; (punti vendita di droga) più popolari hanno anche sviluppato la propria offerta digitale</strong>. È il caso di &#8220;Mistral 38&#8221;, un punto vendita nel quartiere Mistral di Grenoble, che vanta un&#8217;offerta online particolarmente fornita, con alcune buste dotate di un codice QR che rimanda all&#8217;indirizzo del punto di spaccio fisico della rete.</p>
<p><strong>Queste offerte su misura, progettate per garantire transazioni fluide, sfruttano anche l&#8217;uso diffuso delle criptovalute</strong>. L&#8217;uso di questo metodo di pagamento sempre più diffuso è facilitato dalle app mobili e dagli sportelli bancomat presenti in alcune attività commerciali del quartiere.&#8221;</p>
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		<item>
		<title>hiv: incrementare in modo significativo il numero di test rapidi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/08/16/hiv-incrementare-in-modo-significativo-il-numero-di-test-rapidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 06:46:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[hiv italia test saliva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>poiché il virus circola anche tra chi non ha sintomi e non si percepisce a rischio, è necessario aumentare il numero di test eseguiti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/16/hiv-incrementare-in-modo-significativo-il-numero-di-test-rapidi/">hiv: incrementare in modo significativo il numero di test rapidi</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo Anlaids, l&#8217;aumento di <strong> nuove diagnosi di infezione da HIV in Italia pone la necessità di incrementare in modo significativo il numero di test rapidi. </strong>Grazie alla non invasività e alla sua gratuità, <strong>il metodo del test salivare riesce a coinvolgere fasce di popolazione poco raggiungibili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Su oltre 11.400 test eseguiti dal 2018 al 2024 un caso ogni 130 circa è risultato positivo</strong>. Tra chi si è sottoposto al test per la prima volta una positività ogni 279 esami effettuati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Queste le stime di Anlaids</strong> che grazie all’impegno delle sue sedi regionali, negli anni ha promosso in tutta Italia iniziative di testing rapido e counselling fuori dagli ospedali, presso CheckPoint e presidi dell’associazione. I dati sono stati presentati dall’Associazione al XVII congresso nazionale ICAR – Italian Conference on Aids and Antiviral Research, quest’anno in cui l’Associazione celebra i 40 anni di attività.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 43% di coloro che si sono sottoposti al test – di cui il 41,9% salivari, il 58,2% capillari, il 61,1% effettuato su uomini, il 38,9% su donne – aveva età compresa tra i 18 e i 24 anni, il 28% tra i 25 e i 30 anni, il 16% tra i 31 e i 40. Il 61% ha dichiarato comportamento eterosessuale, il 34% omosessuale. Il 75% era italiano, il 25% straniero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il test rapido, disponibile anche in versione salivare, anonimo, non invasivo e gratuito, restituisce il risultato in pochi minuti</strong>. È uno strumento prezioso per raggiungere chi altrimenti non si sottoporrebbe al test, soprattutto i giovani, che rappresentano il 43% del campione testato da Anlaids , le persone asintomatiche e coloro che non si rivolgono abitualmente ai servizi sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questi numeri ci dicono che il virus circola anche tra chi non ha sintomi e non si percepisce a rischio – ha dichiarato Luca Butini, presidente di Anlaids – l’HIV oggi si può prevenire e trattare, ma solo se si conosce il proprio stato sierologico e il test rappresenta il primo passo fondamentale. Per intercettare le infezioni sommerse, servirebbero almeno 2,5 milioni di test in un anno. È un obiettivo ambizioso, ma possibile che ci porterebbe a raggiungere l’obiettivo globale di UNAIDS, il Programma delle Nazioni Unite per l’HIV/AIDS, di porre fine alla sindrome da immunodeficienza acquisita come minaccia per la salute pubblica entro il 2030”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo l’ultimo notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 il nostro Paese</strong> <strong>ha registrato un incremento significativo delle nuove diagnosi di infezione da HIV</strong>, segnando un ritorno ai livelli precedenti alla pandemia di Covid-19, <strong>con 2.349 nuove diagnosi segnalate, pari a un’incidenza di 4,0 casi per 100.000 residenti (+9,8% rispetto al 2022)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando al Rapporto 2024 di sorveglianza per HIV/AIDS pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), emerge un numero totale di nuove diagnosi di HIV pari a 113.000 in 47 dei 53 paesi della regione europea dell’OMS, in leggero aumento (+2,4%) rispetto all’anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Questo dato allarmante impone un cambio di paradigma: il test deve essere portato dove le persone vivono, lavorano e si curano</strong>. Investire nei test rapidi significa abbattere le barriere all’accesso, ridurre le diagnosi tardive e costruire una sanità più inclusiva ed efficace. Anlaids auspica che il Piano Nazionale d’Azione per porre fine all’HIV, alle epatiti virali e alle infezioni sessualmente trasmissibili (PNA HIV-EP-IST), ora al vaglio della Conferenza Stato Regioni, conduca a politiche regionali che prevedano fondi dedicati, formazione del personale e campagne di sensibilizzazione per promuovere l’uso dei test rapidi in tutti i contesti sanitari e comunitari. Anlaids invita tutti a informarsi, proteggersi e testarsi. La conoscenza è la prima forma di prevenzione: nessuno dovrebbe scoprire troppo tardi di essere positivo”, conclude Butini.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/16/hiv-incrementare-in-modo-significativo-il-numero-di-test-rapidi/">hiv: incrementare in modo significativo il numero di test rapidi</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>questione droghe come emergenza senza fine</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/07/14/questione-droghe-come-emergenza-senza-fine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 06:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
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		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[consumi droghe emergenza sostanze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>in Italia i consumi di sostanze sono sempre più diversificati e diffusi, alla pari degli stili di consumo, ma la consapevolezza sociale del fenomeno resta inadeguata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/07/14/questione-droghe-come-emergenza-senza-fine/">questione droghe come emergenza senza fine</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una riflessione di <strong>Riccardo Gatti</strong>, pubblicata sul suo blog, fa il punto sulla <strong>situazione dei consumi e delle dipendenze in Italia</strong>. Gatti sottolinea da una parte la normalizzazione della questione droga nel dibattito pubblico, dall&#8217;altra la sua maggiore accettazione sociale in vasti strati sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Immancabile come il levar del sole, <strong>il 26 giugno, ogni anno, arriva la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di droga indetta dalle Nazioni Unite</strong> e ogni anno è accompagnata da una ventata di iniziative che, a volte fanno riferimento alla giornata, a volte no: ci parlano dei gravi problemi collegati all’uso di droghe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <strong>l’attenzione al tema è calata progressivamente: l’assuefazione non riguarda solo certe droghe ma anche le notizie</strong>. <strong>Dagli anni ’70 la droga è rappresentata come una emergenza ma una emergenza mediatica continua desensibilizza</strong>. Non ci si fa più caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vissuto male con il covid ma il post covid ci porta instabilità mondiali, guerre alle porte, nuove spese da affrontare per essere pronti a difenderci, senza nemmeno poi sapere bene dove sia il nemico. Così la questione droga, ogni tanto, risale le cronache, per poi scomparire. L’abbiamo visto anche con Trump: la guerra al fentanyl è stata una delle ragioni dell’inizio della guerra dei dazi ma, ora, gli USA fanno guerre con armi vere e del fentanyl non si parla quasi più.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il 26 giugno di quest’anno con la sua Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di droga rischia di viaggiare sottotraccia, almeno per quanto riguarda l’informazione. D’altra parte <strong>c’è tutto un mondo di adulti che ha metabolizzato l’uso di droghe e di additivi nella cultura contemporanea, traghettandolo con disinvoltura dalla società post-industriale a quella interconnessa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In ambiti diffusi, l’uso di sostanze consapevole ed integrato, non è considerato un problema, anche se lo è.</strong> Ed è così che <strong>nuovi dati ufficiali ci parlano di un numero di decessi collegati alla cocaina che hanno raggiunto quelli legati all’eroina</strong>. C’è a chi piace intitolarlo come un nuovo record: cocaina 80 decessi, eroina 81, nel 2024. Forse nel 2025 avremo il sorpasso, ma sono numeri che dicono poco: probabilmente sono collegati solo a fatti acuti ed accertati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intanto la cocaina, in Italia ed in Europa si diffonde ed attraversa la società civile</strong>. Chi la consuma si ritiene un vincente ma, intanto ne diventa schiavo. Pensa di controllare ogni cosa ma, il suo cervello cambia e cambia il suo modo di pensare. Eppure si parla poco di tutto ciò. Relazioni, lavoro, sesso, salute possono andare a rotoli: spesso è questa la realtà per i consumatori, ma è facile dare la colpa al destino. Si vive come funamboli cercando di camminare su un filo, ma intanto le tonnellate di cocaina che arrivano servono a portar via risorse che vanno a chi le userà per sottomettere la società civile con l’obiettivo di comprarsi tutto e di condizionarci, con i nostri soldi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E così, anche gli obiettivi dei mercati illeciti si diversificano per sottometterci. Rischiamo una devastante epidemia di crack</strong>, derivato della cocaina, di cui si parla ancora soprattutto nelle cronache locali ma, dove si è diffuso come droga low cost, sta trasformando, in tempi molto brevi, persone sane in malati cronici di mente e di corpo. Poi, dalla cannabis alle nuove droghe, ci sono, ormai una serie di possibilità diverse per alterarsi (tra cui catinoni sintetici, cannabinoidi sintetici, oppioidi sintetici e quello che arriverà), perché abbiamo creato le condizioni in cui alterarsi per fare qualunque cosa usuale, lavorare, studiare, socializzare, fare sesso, sia considerato normale. <strong>Il normale doping della vita quotidiana che sostiene anche una sorta di perverso welfare parallelo dove c’è chi vive di droga, vendendola, perché è tutto ciò che riesce a fare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E attenzione: diffondere droghe, nella storia, è sempre stato uno strumento di destabilizzazione e, considerato il momento, qualche domanda su come e da dove arrivano le sostanze che usiamo e perché, ce la dovremmo porre. Ciò che è chiaro è che se le droghe fossero usate come armi asimmetriche avremmo poche difese, soprattutto a livello culturale. È un nostro punto debole a cui i mercati leciti si adeguano ed è per questo che <strong>i nuovi dati ci dicono che nel 2024 un minorenne su tre ha fatto uso di tabacco, uno su quattro ha subito almeno un episodio di intossicazione alcolica, uno su cinque ha tenuto comportamenti a rischio con i videogiochi, e il 17% ha manifestato un uso problematico e sconsiderato di internet.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo, così, si impegna perché si faccia prevenzione, finanziando una miriade di progetti attuati da forze di polizia e operatori di settore, che, forse, andrebbero anche meglio monitorati, nel tempo: non si conosce, se non in rari casi, quale sia il loro reale effetto. Ma in definitiva il Governo richiama anche come decisivo il ruolo della famiglia: “i ragazzi che riferiscono di avere una relazione di fiducia con i propri genitori, con una buona comunicazione e una percezione positiva di sé, mostrano meno frequentemente comportamenti legati all’uso di sostanze”. Vero, in un certo senso ovvio, purtroppo, però la realtà è più complessa e non sempre positiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, l’estate è rovente, non solo per ragioni climatiche: arriva il 26 giugno, arrivano i dati per il Parlamento e tutto sembra coerente e apparentemente meno emergenziale del solito. <strong>Se i dati ufficiali 2024 (relativi al 2023) parlavano di un trend in crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani, ad eccezione della cannabis in un anno, secondo i dati appena presentati (relativi al 2024), le agenzie di stampa riportano che i consumi tra gli studenti risultano in calo per quasi tutte le categorie di sostanze.</strong><br />
<strong>Possibile? Direi improbabile, in qualche modo inspiegabile, ma ci voglio proprio sperare.&#8221;</strong></p>
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		<title>aumento dei disturbi del comportamento alimentare nei giovani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/03/30/aumento-dei-disturbi-del-comportamento-alimentare-nei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 09:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi comportamento alimentare giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>al Bambino Gesù le diagnosi annuali di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) sono aumentate del 64% circa, in Italia l’aumento è stato del 35%</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>All&#8217;ospedale Bambino Gesù</strong> è segnalato <strong>un aumento dei disturbi del comportamento alimentare nei più giovani. Tale aumento </strong>riguarda <strong>sia i casi trattati, che l&#8217;incidenza dei disturbi alimentari più gravi. </strong>Secondo l&#8217;articolo di Quotidiano Sanità, preoccupa molto anche il fatto che l&#8217;esordio dei disturbi è sempre più precoce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 2019</strong>, ultimo anno prima della pandemia di Covid 19, <strong>al Bambino Gesù le diagnosi annuali di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) sono aumentate del 64% circa. In Italia secondo i dati del ministero l’aumento è stato di circa il 35%</strong>. In occasione della Settimana del Fiocchetto Lilla (10/15 marzo), l&#8217;Ospedale presenta i dati aggiornati sulla presa in carico dei pazienti e le strategie terapeutiche adottate per affrontare questa crescente emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>I dati raccolti negli ultimi anni evidenziano un aumento dell&#8217;incidenza dei disturbi alimentari in età pediatrica e adolescenziale</strong>” spiega la dottoressa <strong>Valeria Zanna</strong> responsabile dell&#8217;Unità operativa semplice di Anoressia e Disturbi Alimentari dell’Ospedale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, disturbo evitante-restrittivo dell&#8217;assunzione di cibo (ARFID), disturbi alimentari non altrimenti specificati (NAS).<strong> In Italia circa 3,5 milioni di persone, pari al 6% della popolazione, soffrono di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: il 90% sono donne</strong>, anche se sempre più numerosi sono gli uomini che manifestano questi sintomi e si rivolgono a strutture specializzate (sono il 20% nella fascia di età 12-17 anni).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;esordio di questi disturbi è sempre più precoce</strong>. Negli ultimi anni si è infatti registrato un abbassamento dell&#8217;età <strong>fino agli 8/9 anni</strong>. Ciò è verosimilmente dovuto sia all&#8217;abbassamento dell&#8217;età puberale nelle bambine che al sempre più diffuso impiego dei social network che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la loro complessità, <strong>si tratta di disturbi che richiedono la maggiore collaborazione possibile tra figure professionali con differenti specializzazioni (psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna etc.)</strong>. Sia l&#8217;anoressia che la bulimia possono essere causa di complicanze mediche gravi se non trattate tempestivamente e adeguatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">I disturbi alimentari nell&#8217;ambito delle patologie psichiatriche presentano il più alto indice di mortalità, in particolare, nel caso dell&#8217;anoressia nervosa il rischio di morte è 5-10 volte maggiore di quello di persone sane della stessa età e sesso. <strong>In Italia, i DNA causano ogni anno circa 4.000 morti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 2020, l&#8217;Unità operativa semplice di Anoressia e disturbi alimentari del Bambino Gesù ha registrato un incremento del 38% nell&#8217;attività clinica</strong>: i day hospital sono infatti passati da 1.820 a 2.420 del 2024. <strong>I dati raccolti negli ultimi anni evidenziano un aumento dell&#8217;incidenza dei disturbi alimentari in età pediatrica e adolescenziale</strong>. L&#8217;andamento annuale per età e diagnosi dimostra un incremento significativo dei nuovi accessi tra le fasce d&#8217;età più giovani (&lt;10 anni e 11-13 anni) che sono passati dai 59 del 2019 ai 120 del 2024 (+103%).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, la distribuzione delle diagnosi mostra un&#8217;incidenza rilevante di anoressia nervosa (AN-R, AN-BP e AN-A) e ARFID che dal 2019 sono rispettivamente aumentate del 154% e del 70%, confermando la necessità di protocolli di intervento sempre più mirati. Nel complesso, le nuove diagnosi di DNA sono aumentate del 64%, passando dalle 138 del 2019 alle 226 del 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">(&#8230;) “<strong>Un recente studio condotto dalla nostra equipe, attualmente in fase di revisione, ha messo in luce una preoccupante evoluzione dei disturbi alimentar</strong>i – spiega la dottoressa <strong>Valeria Zanna</strong> &#8211; <strong>Negli ultimi anni, i pazienti più giovani presentano quadri psicopatologici più gravi, sia per la sintomatologia alimentare che per le caratteristiche psicologiche associate</strong>. Inoltre, i nuclei familiari di questi pazienti risultano più sofferenti, con difficoltà comunicative, una maggiore fragilità emotiva e un funzionamento complessivo compromesso”.</p>
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		<title>decessi legati alla metanfetamina negli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/01/24/decessi-legati-alla-metanfetamina-negli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 08:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[metanfatmine studio genere donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il forte aumento di decessi legati all'uso di matanfetamione negli USA si accompagna a forti differenze di genere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un articolo di Medical Express sintetizza i dati di uno <strong>studio sulle differenze di genere nei decessi legati alle metanfetamina negli Stati Uniti</strong>. Una migliore comprensione delle differenze di genere potrebbe aiutare i risultati dei trattamenti per le persone che usano metanfetamine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le morti per metanfetamine negli Stati Uniti sono aumentate di 61 volte dal 1999 al 2021</strong>, secondo uno studio, evidenziando una crescente crisi di dipendenza e salute pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardare la ripartizione di genere di questi decessi potrebbe migliorare gli sforzi di riduzione dei danni e gli esiti per i pazienti che soffrono di dipendenza, ha detto Andrew Yockey, assistente professore di salute pubblica dell’Università del Mississippi e coautore dello studio.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Sappiamo che, su tutta la linea, gli uomini hanno maggiori probabilità di usare ogni sostanza tranne tranquillanti rispetto alle donne, e abbiamo scoperto che è vero in questo caso</strong>&#8220;, ha detto Yockey. &#8220;<strong>Soprattutto se stiamo pensando alla <a class="textTag" href="https://medicalxpress.com/tags/methamphetamine/" rel="tag">metanfetamina</a>, sappiamo che le donne hanno migliori risultati di trattamento</strong> e sappiamo che gli uomini hanno meno probabilità di cercare un trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quindi, se davvero iniziamo a progettare interventi sapendo questo, sappiamo che miglioreremo questi risultati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Yockey e Rachel Hoopsick</strong>, assistente professore di salute e kinesiologia presso l&#8217;Università dell&#8217;Illinois a Urbana-Champaign, <strong><a href="https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0749379724003635" target="_blank" rel="noopener">hanno pubblicato</a> i risultati del team sulle <a class="textTag" href="https://medicalxpress.com/tags/gender+differences/" rel="tag">differenze di genere</a> tra le morti per metanfetamine <i>nell&#8217;American Journal of Preventive Medicine</i></strong>. Il loro obiettivo è quello di influenzare la politica e mettere in evidenza la crisi in corso di decessi legati alla metanfetamina negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ci sono stati aumenti esponenziali della mortalità per metanfetamina tra tutte le persone di età compresa tra i 15 e i 74 negli Stati Uniti, sia maschili che femminili&#8221;, ha detto Hoopsick.</p>
<p style="text-align: justify;">(&#8230;) <strong>Tra il 1999 e il 2021, il tasso di decessi maschili che coinvolgono metanfetamine è aumentato di un fattore di 58,8. Le morti femminili sono aumentate di un fattore di 65,3</strong>, riducendo il divario di morti totali all&#8217;anno che hanno coinvolto la sostanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;aumento più netto è arrivato tra il 2019 e il 2021, in parte a causa della pandemia di COVID-19, ma anche a causa dell&#8217;aumento degli oppioidi sintetici</strong> e della loro prevalenza tra gli utenti di metanfetamine, ha detto Yockey.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli oppioidi sintetici, come il fentanil, il carfentanil e la xilazina, sono più facili da realizzare o acquisire. Se accoppiate con metanfetamina, le sostanze sono particolarmente mortali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tasso di decessi tra gli uomini che ha coinvolto metanfetamine ed eroina o oppioidi sintetici è aumentato dal 13,1% al 61,5% negli anni studiati dai ricercatori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>L&#8217;uso di oppioidi sembra aumentare negli ultimi anni, ma quello che stiamo effettivamente vedendo è l&#8217;ascesa di oppioidi sintetici</strong>&#8220;, ha detto. “Stiamo iniziando a vedere sostanze di base come la <strong>metanfetamina adulterata con oppioidi sintetici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quando vediamo overdose e avvelenamenti, la stragrande maggioranza di loro coinvolge più di una di queste sostanze&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>negli usa diminuzione dei consumi di alcol e droghe nei giovani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/01/11/negli-usa-diminuzione-dei-consumi-di-alcol-e-droghe-nei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 14:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[giovani alcol consumi droghe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>la tendenza di diminuzione di consumi di alcol e droghe è iniziata con le restrizioni alla mobilità causate dalla pandemia Covid-19</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Continua negli USA la tendenza a una diminuzione dei consumi di alcol, tabacco e sostanze psicotrope nei giovani di età compresa fra 13 e 17 anni</strong>. Gli esperti, commentando i dati in un articolo pubblicato dal Guardian, sottolineano come <strong>tale tendenza sia iniziata con le restrizioni alla mobilità causate dalla pandemia Covid-19</strong>.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;">&#8220;L’uso di droghe e alcol tra gli adolescenti continua a diminuire, secondo un nuovo studio, prolungando una tendenza al ribasso osservata all’inizio della pandemia di Covid-19.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;"><strong>Un numero record di adolescenti si astiene da droghe, alcol e tabacco, secondo <a href="https://monitoringthefuture.org/wp-content/uploads/2024/12/mtf2025.pdf" data-link-name="in body link">un sondaggio</a> di Monitoring the Future</strong>, un progetto in corso presso l&#8217;Università del Michigan Survey Research Center. <strong>L’indagine, condotta ogni anno dal 1975, ha pubblicato le sue ultime scoperte sulla base delle risposte di circa 24.000 studenti nei gradi 8 (13 anni), 10 (15) e 12 (17) in tutti gli Stati Uniti</strong>.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;">“<strong>Ci aspettavamo davvero che una volta le politiche di distanziamento sociale venissero tolte, le cose sarebbero tornate ai loro livelli pre-pandemia, ma non è quello che è successo</strong>”, ha detto Richard Miech, ricercatore per Monitoring the Future. “Abbiamo scoperto che l’uso di droghe non solo è rimasto basso, ma è diminuito ancora di più”.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;"><strong>I risultati mostrano che un enorme 66% dei ragazzi di 17 anni ha riferito di non avere fatto uso di alcol, marijuana, sigarette o sigarette elettroniche negli ultimi 30 giorni.</strong> Questo è il più alto tasso di astinenza registrato da quando l’indagine ha iniziato a monitorarlo nel 2017.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;"><strong>Tra i ragazzi di 15 anni, l&#8217;80% ha riferito di astenersi, segnando un altro record</strong>. Per gli studenti di 13 anni, il 90% non ha riportato un uso recente, mantenendo lo stesso livello del sondaggio precedente.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;">La diminuzione del consumo di droghe durante la pandemia è stata una sorpresa per gli esperti. Con i blocchi che causano <a href="https://www.theguardian.com/society/2024/mar/23/how-covid-lockdowns-hit-mental-health-of-teenage-boys-hardest" data-link-name="in body link">un aumento drammatico dei tassi di depressione</a>, un aumento dei farmaci e del bere non sarebbe stato uno shock. Ma <strong>poiché il fattore più importante nell&#8217;uso di droghe per i giovani è la pressione dei pari, i blocchi hanno avuto l&#8217;effetto opposto</strong>.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;">“L’uso di farmaci, in particolare tra gli adolescenti, è in genere un evento sociale”, ha detto Miech. Le politiche di distanziamento sociale durante la pandemia sono state progettate in modo che tutti gli adolescenti e gli adolescenti non interagissero con nessuno tranne la propria famiglia immediata.</p>
<p class="dcr-s3ycb2" style="text-align: justify;">Sorprendente è anche il fatto che l&#8217;uso di marijuana tra gli adolescenti è in calo, nonostante una <a href="https://www.theguardian.com/society/article/2024/sep/07/cannabis-use-survey-teenagers" data-link-name="in body link">notevole tendenza al rialzo</a> per gli adulti negli Stati Uniti.&#8221;</p>
<p class="dcr-s3ycb2">
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		<item>
		<title>continua la diminuzione di persone alla guida sotto effetto dell&#8217;alcol</title>
		<link>https://www.cesda.net/2024/12/03/continua-la-diminuzione-di-persone-alla-guida-sotto-effetto-dellalcol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 08:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol guida alcolici sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai dati PASSI 2022-2023 emerge che poco più di 5 intervistati su 100 hanno guidato sotto l’effetto dell’alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista (avevano assunto due o più unità alcoliche un’ora prima di mettersi alla guida)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2024/12/03/continua-la-diminuzione-di-persone-alla-guida-sotto-effetto-dellalcol/">continua la diminuzione di persone alla guida sotto effetto dell&#8217;alcol</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo i dati PASSI del biennio 2022-2023, <strong>continua la diminuzione di persone alla guida sotto effetto dell&#8217;alcol</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Poco più del 5% degli italiani si mette al volante sotto effetto di alcol, con maggiore frequenza nella fascia di età tra 25 e 34 anni</strong>. Lo affermano i <strong>dati della sorveglianza Passi relativi al biennio 2022-2023 pubblicati oggi</strong>.</p>
<p>(&#8230;) Ecco i dati nel dettaglio. <strong>Dai dati PASSI 2022-2023 emerge che poco più di 5 intervistati su 100 hanno guidato sotto l’effetto dell’alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista (avevano assunto due o più unità alcoliche un’ora prima di mettersi alla guida)</strong>. La quota di giovanissimi alla guida sotto l’effetto dell’alcol è leggermente più bassa che nel resto della popolazione ma rimane comunque preoccupante poiché il rischio di incidenti stradali associato a questo comportamento è decisamente più alto quando legato alla giovane età:<strong> il 4% degli intervistati tra i 18 e i 21 anni ha, infatti, dichiarato di aver guidato dopo aver consumato bevande alcoliche, rischiando oltretutto di incorrere in una sanzione certa poiché in questa fascia d’età la soglia legale di alcolemia consentita è pari a zero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guida sotto l’effetto dell’alcol è in ogni caso più frequente nella fascia d’età 25-34 anni (8%), tra gli uomini (8% vs 3% fra le donne)</strong>. L’analisi dei dati non evidenzia un chiaro gradiente geografico anche se l’analisi multivariata (che corregge per genere, età e per le altre caratteristiche sociodemografiche dei rispondenti) mette in luce che <strong>le Regioni settentrionali sono più esposte al fenomeno</strong>. Tuttavia, non mancano Regioni meridionali con percentuali alte di persone che riferiscono di guidare sotto l’effetto dell’alcol.</p>
<p><strong>Significativa in tutto il Paese la riduzione che si osserva dal 2008 della quota di chi si mette alla guida dopo aver bevuto alcolic</strong>i; la maggiore riduzione osservata nel biennio 2020-2021 potrebbe essere il risultato delle misure di contenimento per il contrasto alla pandemia di Covid, con la chiusura dei locali e la riduzione delle occasioni di incontro e socialità (quindi del consumo di alcol fuori casa). Ne è prova che i dati degli anni successivi tornano a essere analoghi al 2019 e in linea con la tendenza osservata nel periodo pre-pandemico. In questo contesto è il Centro Italia che sembra avere un maggiore accelerazione in diminuzione rispetto a Nord e Sud.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda le differenze di genere, sono gli uomini a mostrare una decrescita più forte che arriva a dimezzare la quota di coloro che dichiarano di aver guidato dopo l’assunzione di alcol, dal 17% del 2008 al 7% del 2023</strong>. Osservando invece le diverse fasce di età, troviamo la classe dei 25-34enni come quella che si distingue per il più alto valore rispetto alle altre, pur seguendo un analogo andamento in diminuzione nel tempo&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2024/12/03/continua-la-diminuzione-di-persone-alla-guida-sotto-effetto-dellalcol/">continua la diminuzione di persone alla guida sotto effetto dell&#8217;alcol</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>disturbi del comportamento alimentare tra i giovani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2024/10/22/disturbi-del-comportamento-alimentare-tra-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 07:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il Covid-19 ha generato una maggiore ansia, tristezza, rabbia e solitudine, soprattutto tra coloro che soffrono di anoressia nervosa, a causa dell’incertezza e dell’isolamento sociale. In aggiunta, la relazione con il cibo per questi pazienti è stata complicata dall’insicurezza alimentare e dagli acquisti impulsivi causati dal panico</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2024/10/22/disturbi-del-comportamento-alimentare-tra-i-giovani/">disturbi del comportamento alimentare tra i giovani</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I disturbi del comportamento alimentare rimangono ancora una emergenza sanitaria</strong> a distanza di anni dall&#8217;epidemia da Covid-19. In particolare anoressia, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata sono disturbi in aumento soprattutto nella fascia di popolazione più giovane. Da qui la necessità di avere diagnosi sempre più precoci, che garantiscano percorsi di cura efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa i dati, secondo un articolo sul sito l&#8217;Inkiesta, parlano di circa 20 milioni di persone affette da disturbi alimentari, mentre negli USA almeno il 9% della popolazione ne ha sofferto almeno una volta nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente il<strong> Covid-19</strong> è stato una delle cause che ha interferito molto con questi disturbi, come descritto in<a href="https://www.researchgate.net/publication/340797200_Eating_disorders_in_the_time_of_COVID-19"> un articolo</a> pubblicato nel Journal of Eating Disorders.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo sostiene che &#8220;(&#8230;) il <strong>Covid-19 ha generato una maggiore ansia, tristezza, rabbia e solitudine, soprattutto tra coloro che soffrono di anoressia nervosa, a causa dell’incertezza e dell’isolamento sociale</strong>. In aggiunta, la relazione con il cibo per questi pazienti è stata complicata dall’insicurezza alimentare e dagli acquisti impulsivi causati dal panico.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’ultima rilevazione del ministero della Salute, in Italia ci sono tre milioni e duecentomila persone affette da disturbi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Secondo una ricerca  condotta in diverse città italiane e riportata sul <a href="https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2022-05-02/disturbi-alimentari-e-covid-36percento-casi-e-48percento-ricoveri-la-pandemia-effetto-domino-confermato-anche-giovani-italiani-112319.php?uuid=AEJ88gVB" target="_blank" rel="noopener">Journal of Affective Disorders</a> nel 2021, si è osservato<strong> un incremento del venti per cento nei casi di ansia e depressione, del sedici per cento nei casi sintomatici post-traumatici, del trenta per cento negli attacchi di panico e del diciotto nell’insonnia tra i pazienti affetti da disturbi alimentari durante il periodo di lockdown.</strong> Dopo il lockdown, i sintomi non erano diminuiti ma erano rimasti stabili o erano addirittura aumentati.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle misure restrittive le origini post-traumatiche dei disturbi alimentari, secondo Laura Dalla Ragione,Direttore Scientifico della Rete Dca Usl1 dell’Umbria, possono ricercarsi anche all&#8217;eccesiva esposizione dei giovani ai social media. Molti influencer e fitness influencer potrebbero aver avuto un ruolo negativo su molti adolescenti, soprattutto ragazze, con contenuti spesso fuorvianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla ricerca è anche emerso un aumento dei sintomi legati ai disturbi del comportamento alimentare tra pazienti ricoverati in ospedale. Da qui la necessità di avere una<strong> diagnosi medica adeguata e strutture distribuite uniformemente sul territorio che possano offrire cure efficaci nel prevenire danni permanenti e potenzialmente mortali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cure che non possono limitarsi all&#8217;assunzione di farmaci, come nel caso dell&#8217;<a href="https://www.microbiologiaitalia.it/salute-pubblica/wegovy-e-ozempic/">Ozempic</a>. &#8220;Nonostante Ozempic sia utile nel controllare il livello di zucchero nel sangue e nel promuovere la perdita di peso – caratteristica che ne sta favorendo una rapida diffusione su larga scala in tutto il mondo –, alcuni specialisti sono preoccupati che il suo potere soppressivo dell’appetito possa peggiorare o nascondere disturbi alimentari già presenti come anoressia e bulimia.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo secondo Dalla ragione oltre che investire maggiormente sulle campagne di prevenzione, bisognerebbe fare una formazione adeguata a medici e pediatri al fine di aumentare la presa in carico precoce di questi disturbi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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