Ce.S.D.A.

Centro Studi Ricerca e Documentazione su Dipendenze e AIDS
     07 Set 2010 - 15:20
 
Menù Principale
· Home

Biblioteca
· Elenco volumi
· Riviste in Abbonamento
· Elenco Tesi

Moduli
· News
· Newsletter Pubblicate
· Downloads
· Argomenti
· Rassegna Stampa
· Cerca
· Forum
· Link
· Lista utenti registrati
· Recensioni
· Statistiche

Newsletter
Iscrivetevi alla nostra
News Letter e sarete sempre aggiornati sulle ultime novità.
Vostra E-mail

Formato 

Inscrizione Avanzata.

Chi è connesso
Ci sono 79 visitatori e 0 Iscritti onLine

6 Anonimo. Puoi registrarti GRATIS cliccando QUI


  ESPOSTO SULLE CARCERI
Scritto da: redazione Martedi', 20 Luglio 2010 - 08:02
 
 
Giustizia “Le carceri sono fuorilegge” è la denuncia avanzata dalle Associazioni A buon Diritto e Antigone . Nel senso che all’interno delle case circondariali e di reclusione italiane c’è una presenza di detenuti circa doppia rispetto alla loro capienza effettiva e “non vengono rispettate le norme previste dal regolamento penitenziario”

A quasi dieci anni dalla sua entrata in vigore (il prossimo 20 settembre) le associazioni A Buon Diritto e Antigone, con la collaborazione del settimanale Carta, documentano “le illegalità del sistema carcerario italiano” e le denunciano presentando un esposto a sindaci, Asl e assessori regionali alla Sanità dei territori in cui si trovano i 15 istituti penitenziari risultati più sovraffollati in seguito alle visite effettuate tra il 21 giugno e il 2 luglio di quest’anno. “Utilizzeremo ogni strumento legale a disposizione per far sì che lo Stato paghi il prezzo della propria illegalità”, fanno sapere.
 “Quasi niente, nelle carceri, è come dovrebbe essere, funziona come dovrebbe funzionare, rispetta il dettato delle norme che dovrebbero regolare la vita penitenziaria. È trascorso quasi un anno dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per aver detenuto persone in meno di tre metri quadri: una violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea, un'ipotesi di tortura, trattamento inumano o degradante. Oggi la situazione è peggiore di allora. E sono passati dieci anni dall'entrata in vigore del Regolamento penitenziario, che guardava verso condizioni di detenzione più dignitose e voleva adeguare le carceri ad alcuni parametri strutturali (che ci fosse l'acqua calda, per fare solo un esempio). Nonostante ciò, gli edifici sono ancora fuori legge quasi ovunque”, dicono A Buon Diritto e Antigone, che da oggi iniziano una vertenza contro le istituzioni.
Le due associazioni e il settimanale hanno raffrontato i detenuti presenti alla data della visita e la capienza regolamentare del carcere, individuando anche il reparto più affollato, hanno valutato le condizioni delle celle (quanti detenuti ciascuna, quanti metri quadri, bagno interno o esterno, disponibilità di acqua calda, eccetera), hanno verificato se entrano sufficiente aria e luce naturale, controllato la frequenza di accesso e le condizioni igieniche delle docce in comune, hanno visto quante ore al giorno i detenuti trascorrono fuori dalla cella e se vi è una cucina ogni duecento reclusi. Il risultato del monitoraggio, presentato il 15 luglio in una conferenza stampa alla Camera dei deputati, è che solo gli istituti penitenziari di Como, Novara, Gorizia e Trieste hanno dimostrato avere standard abbastanza soddisfacenti almeno in termini di affollamento.In tutti gli altri casi la situazione è drammatica.
Il doppio dei detenuti rispetto alla capienza regolamentare è la costante di quasi tutti gli istituti di pena, così come le scarse condizioni igieniche e la presenza di una cucina sola.

Qualche esempio? Nel carcere di Poggioreale, a Napoli, ci sono 2.710 reclusi contro i 1.347 fissati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. In alcune celle si arrivava fino a 12-14 detenuti ciascuna, con i letti a castello impilati per tre e un solo bagno a disposizione. D'estate fa così caldo che i carcerati coprono le finestre utilizzando un asciugamano bagnato e la notte la porta blindata viene chiusa nonostante le temperature altissime. Le docce esterne sono accessibili due volte a settimana, le ore d'aria sono solo due al giorno e non ci sono attività formative.
A San Vittore, invece, a Milano, la cui capienza regolamentare ora è di 712 persone perché due bracci sono inagibili, ci sono 1.600 detenuti, i topi e gli scarafaggi.
Nel carcere di Pistoia l’unica finestra delle celle è in bagno, così che illuminazione e ventilazione risultano insufficienti anche perché nel corridoio centrale su cui si affacciano le celle non sono presenti finestre. Nella sezione nido della casa di reclusione femminile di Rebibbia, a Roma, ci sono 19 donne con un bambino ciascuna, e una cella di circa 25 metri quadrati ospita ben 12 persone tra madri e figli
Non se la passano tanto bene neanche i detenuti di Regina Coeli (l’alto carcere di romano), quelli di Padova, quelli della casa di lavoro abruzzese di Sulmona, dove tutte le singole sono state trasformate in doppie e la manutenzione è pessima, e i reclusi di Fermo (nelle Marche), in cui l’unico vano con le docce in comune al piano terra non è agibile. Nella casa circondariale “Capanne” di Perugia, invece, l’acqua calda non basta per tutti, mentre nell’istituto penitenziario di Firenze-Sollicciano il problema maggiore sono le infiltrazioni d’acqua. Infine, nel carcere della “Dozza” di Bologna, la cui capienza regolamentare è fissata a quota 452 persone, ci sono 1.158 reclusi: i due reparti più sovraffollati sono quello per i carcerati in attesa di giudizio e quello destinato ai detenuti tossicodipendenti.

Fonte: Redattore Sociale


Per sottoscrivere l'appello “Le carceri sono fuorilegge” clicca qui


















 
 
Link Correlati
· per saperne D+ su Giustizia
· News da redazione


L'articolo + letto su Giustizia:
GIUSTIZIA E MINORI


Ce.S.D.A.

REDAZIONE
Mariella Orsi, sociologa, Responsabile mariella.orsi@asf.toscana.it
Alba Russo, collaboratrice Cesda alba.russo@asf.toscana.it
Daniela D'Angelo, collaboratrice Cesda daniela.dangelo@asf.toscana.it
Giulia Casamonti, collaboratrice Cesda giulia.casamonti@asf.toscana.it
redazione:info@cesda.net
Tutti i logo e i marchi registrati in questo sito sono di proprietà dei loro proprietari.
PER I COMMENTI POSTATI SONO RESPONSABILI COLORO CHE LI SCRIVONO.