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IL GIOCO D'AZZARDO STA CAMBIANDO L'ITALIA
Scritto da: redazione Venerdi', 05 Febbraio 2010 - 14:11 |
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Il gioco d'azzardo sta cambiando l'Italia, è questa una considerazione e, nel contempo, il titolo di un documento promosso dal Conagga - Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo, Ass. Centro Sociale Papa Giovanni XXIII°, AND - Azzardo e Nuove Dipendenze e Alea.
Inviato alle autorità del Governo, ai rappresentanti politici, ai professionisti delle dipendenze, ai presidenti delle organizzazioni del Terzo Settore, il documento non è una semplice richiesta di sostegno per aiutare coloro che si trovano in stato di dipendenza patologica da gioco, ma una riflessione ricca di dati, sulla problematica del gioco d'azzardo.
Alcuni dati: L'Italia, alla fine del 2004, si collocava al 3° posto fra i paesi che giocano di più al mondo, preceduta solo da Giappone e Regno Unito, già allora l'Italia godeva del primato mondiale della spesa procapite (oltre 500 euro a persona). Nel 2008 la spesa procapite è salita a 790 euro annui a persona, in particolare nelle Regioni Sicilia, Campania e Abruzzo, dove le famiglie investono in gioco d'azzardo il 6,5% del proprio reddito. Cresce quindi la voglia di giocare e la speranza del colpo di fortuna. La spesa in Italia per il gioco passa da 14,3 miliardi di euro nel 2000, ai 47,5 miliardi nel 2008. Come fatturato, quella dei giochi d'azzardo è la 3° Industria in Italia, dopo Eni e Fiat. Sempre nel documento si legge a proposito dei giocatori patologici: "il gioco coinvolge le fasce più deboli della popolazione: giocano il 47% degli indigenti, il 56% degli appartenenti a ceti medio-bassi e il 66% dei disoccupati". Per le associazioni firmatarie del documento "il trend di crescita del gioco autorizzato nel nostro Paese è sicuramente attribuibile anche agli impulsi generati dalle manovre economiche. Non c'è stato anno, infatti, in cui l'Esecutivo non abbia introdotto nuove offerte di gioco d'azzardo pubblico. Lo Stato, continua il documento, ha dato piena autonomia all'Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato che, dal punto di vista aziendale, ha dato ottimi risultati aumentando costantemente le entrate del gioco d'azzardo, promuovendosi attraverso campagne di marketing per le quali ha stanziato un budget di 21 milioni di euro solo per l'anno 2007. Il documento conclude con una riflessione sul ruolo dello Stato che sembra aver poco o nulla valutato gli impatti negativi in termini socioeconomici conseguenti alla "politica del gioco".
Fonte: Redattore Sociale
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