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  L'ALCOLISMO IN ITALIA: INDAGINE EURISPES
Scritto da: redazione Mercoledi', 03 Febbraio 2010 - 12:20
 
 
Dipendenze L’alcol rappresenta il terzo fattore di rischio per la salute nell’Unione europea, dopo il fumo e l’ipertensione.


Il consumo di alcol causa ogni anno 195.000 decessi nei paesi dell’Ue, per patologie, incidenti stradali, domestici o sul lavoro, omicidi e suicidi.
L’incidentalità stradale legata all’alcol è la prima causa di morte giovanile in Europa ed in Italia. I costi tangibili dell’alcol in Europa sono stimati intorno ai 125 miliardi di euro: 36 miliardi legati alla mortalità, 33 al crimine, 17 alla sanità, 14 alla disoccupazione, 10 agli incidenti stradali, 9 all’assenteismo, 5 a cura e prevenzione (Report on Alcohol in Europe, 2006).

L’indagine Eurispes. L’indagine campionaria svolta dall’Eurispes, a cavallo tra dicembre 2009 e gennaio 2010, tra la popolazione di 18 anni in su, ha messo in luce le abitudini di consumo di alcol in Italia. Nel complesso il 70,9% degli italiani dichiara di bere alcolici, anche se questa è un’abitudine saltuaria per il 55,7% che dichiara di bere qualche volta, mentre beve spesso l’11% e tutti i giorni il 4,1%. Non beve mai invece il 29% degli intervistati, in particolare le donne (56,9% vs 43,1% dei maschi), soprattutto nella classe d’età degli over65 (26,9%), seguiti dai 45-64enni (23,7%) e dai 35-44enni (22,8%).
A bere qualche volta sono principalmente i 45-64enni (30,1%) e i giovani tra i 25 e i 34 anni (20,3%), questi ultimi inoltre, più degli altri, dichiarano di bere spesso (37,4%), seguiti dai 35-44enni (18,3%) e dai ragazzi dai 18 ai 24 anni (16%). L’abitudine di bere tutti i giorni si riscontra soprattutto tra i 45-64enni (36,7%), gli over65 (26,5%) e i 35-44enni (20,4%). Le donne con più frequenza dichiarano di bere solo qualche volta (51,9% vs 48,1%), mentre gli uomini in misura maggiore fanno uso di alcol spesso (61,1% vs 38,9%) e tutti i giorni (61,2% vs 38,8%).
La maggior parte, tra chi ha dichiarato di bere, ha avuto il primo approccio con l’alcool tra i 14 e 17 anni di età (44,3%). Molti hanno bevuto la prima bevanda alcolica ancora prima: il 10,7% tra gli 11 e 13 anni e il 3,8% ancora prima dei 10 anni. Il 22,7% ha iniziato tra i 18 e i 20 anni e l’11,5% dopo i vent’anni d’età. Molti non hanno un ricordo preciso al riguardo e non sanno indicare l’età in cui hanno bevuto il primo bicchiere (6,2%). Ad aver iniziato prima dei 10 anni sono soprattutto i maschi (64,7% vs 35,3%), mentre le donne in misura maggiore riferiscono di aver bevuto la prima volta tra i 18 e i 20 anni (53,2%). Il 38,8% del campione riferisce di bere alcolici soprattutto quando si trova in compagnia, il 28,6% beve in occasione di feste e ricorrenze, il 19% collega prevalentemente il bere ai pasti e il 13,3% beve quando ne ha voglia.
Ad oltre un terzo del campione capita di bere in modo eccessivo: al 33,7% qualche volta, all’1,6% spesso, solo allo 0,7% tutti i giorni. Anche se prevalgono coloro che riferiscono di non esagerare mai con l’alcol (64%). La ragione per cui quasi la metà degli intervistati afferma di eccedere con l’alcol è perché a loro piace (49,4%), il 14,9% lo fa invece per rilassarsi, il 14,1% per stare meglio con gli altri. Una minoranza ha collegato il consumo eccessivo di alcol ad un più profondo stato di disagio psicologico, come la depressione, il bisogno di affrontare una situazione complicata, la reazione ad un insuccesso (nel complesso il 6,3%). Molti invece (15,2%) non sanno dare una motivazione a tale comportamento.
Alla maggior parte delle persone che devono è capitato di mettersi alla guida di una moto o di un’automobile dopo aver bevuto troppo (53,4%); il 42,2% dichiara che non gli è mai capitato, il 34,3% ha guidato raramente dopo aver ecceduto nel bere, il 16,9% qualche volta, il 2,2% addirittura spesso. A meno di un cittadino su 10 (9,2%) è capitato di essere fermato mentre era alla guida e sottoposto al controllo per alcol e droga.
Interrogati sul tasso alcolemico consentito attualmente dalla legge italiana, solo il 38,7% risponde correttamente ed indicano 0,5 g/l, oltre un terzo del campione (34,8%) ammette di non conoscere il tasso consentito, la parte restante risponde in modo errato. Il 19,5%, in particolare, sottostima il reale tasso alcolemico indicando il valore di 0,2 g/l.

Fonte: Eurispes, Rapporto Italia 2010


 
 
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