La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’ alimentazione

Christopher Fairburn e il suo gruppo di ricerca del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford (UK), aderendo al principio di eseguire ricerche di “utilità clinica”, hanno dedicato i loro sforzi a sviluppare, valutare e disseminare trattamenti basati sull’evidenza. Gli autori hanno sviluppato agli inizi degli anni ottanta la teoria cognitivo comportamentale della Bulimia Nervosa, con l’identificazione della psicopatologia specifica e centrale (cioè l’eccessiva valutazione della forma del corpo, del peso e del loro controllo) e dei meccanismi di mantenimento principali da essa derivati.Gli autori hanno inoltre sviluppato un trattamento terapeutico specifico per la Bulimia Nervosa – Terapia Cognitivo Comportamentale della Bulimia Nervosa, riuscendo in un secondo momento a dare evidenza empirica alla teoria e all’efficacia del trattamento da essa derivato.Le evidenze a supporto della teoria cognitivo comportamentale della Bulimia Nervosa accumulate in circa vent’anni di ricerca sono numerose.

Dati ottenuti da studi trasversali hanno evidenziato che una larga proporzione della varianza degli episodi bulimici e dei comportamenti di compenso eliminativi è spiegata dalla bassa autostima e dall’eccessiva preoccupazione per la forma del corpo e il peso. Uno studio prospettico sul decorso naturale della Bulimia Nervosa ha evidenziato che i livelli basali di eccessiva valutazione della forma del corpo e del peso predicono la persistenza degli episodi bulimici e che la restrizione dietetica cognitiva media questa relazione. Studi sul trattamento hanno osservato che tra le pazienti rispondenti completamente al trattamento, quelle con i livelli residui più elevati di eccessiva valutazione della forma del corpo e del peso tendono a ricadere con più frequenza.Le evidenze a supporto della CBT-BN derivano da più di 20 studi controllati e randomizzati.

Le principali conclusioni raggiunte da queste ricerche sono le seguenti:

tra le pazienti che completano il trattamento (in genere l’80%), il 40-50% interrompe gli episodi bulimici e i comportamenti di compenso eliminativi;
i miglioramenti sono mantenuti a lungo termine;
la CBT-BN è più efficace del trattamento ritardato, della terapia farmacologica e di altri trattamenti psicoterapici con cui è stata confrontata;
i predittori di risposta al trattamento identificati sono la frequenza degli episodi bulimici e dei comportamenti di compenso eliminativi all’inizio del trattamento e la loro riduzione dopo quattro settimane di cura.
Il volume “La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione” rappresenta il primo manuale completo per la pratica della Terapia Cognitivo-Comportamentale Transdiagnostica (CBT-E), l’ultima versione del principale trattamento empiricamente fondato per i Disturbi dell’Alimentazione. Lo scopo del libro è quello di fornire al terapeuta una dettagliata “guida”, passo per passo, da utilizzare nella propria pratica clinica.L’autore, infatti, descrive il percorso terapeutico nei dettagli, dal primo incontro con la paziente fino agli appuntamenti di follow-up; illustra come creare un trattamento su misura, che si adatti al singolo caso specifico, e mostra come la CBT-E possa essere adattata a differenti contesti o a particolari sottogruppi di pazienti, come le adolescenti o coloro che necessitano di un ricovero ospedaliero.
Il volume, in sintesi, fornisce dei preziosi strumenti per aiutare le pazienti affette da Disturbi dell’Alimentazione e migliorarne nettamente la qualità di vita.

(a cura di Alba Russo)