LE CITTA’ E L’ISTITUZIONE PENITENZIARIA

Legautonomie e il “Forum per il diritto alla salute dei detenuti”, hanno in programma a Firenze per lunedì, 2 aprile un convegno nazionale su: “Le città e l’istituzione penitenziaria”.
L’incontro si svolgerà presso la Sala Brunelleschi, nel Palagio di parte Guelfa, nella piazzetta omonima.     PROGRAMMA CONVEGNO

L’incontro è rivolto ai sindaci e agli amministratori delle città sede di carcere, alle regioni, ai dirigenti dell’amministrazione penitenziaria, ai magistrati di sorveglianza, al terzo settore e agli operatori sanitari per un confronto che possa definire alcune proposte di lavoro per riqualificare e rendere più aderente alla Costituzione il carcere, assegnando un diverso e più incisivo ruolo al sindaco e all’amministrazione comunale.
Il sistema penitenziario vive oggi una situazione di drammatico sovraffollamento, con strutture spesso fatiscenti per la vetustà dei fabbricati e per la mancanza di interventi di manutenzione, con condizioni igienico-sanitarie al di sotto dei limiti della tollerabilità. A questo si aggiunge il pesante ritardo con cui si sta procedendo all’attuazione della riforma della sanità in carcere, a quattro anni dalla sua approvazione.
Le misure contenute nel DL n. 211 convertito in legge lo scorso febbraio, cosiddetto “svuota carceri”, come l’allungamento del tempo residuo della pena da poter scontare ai domiciliari, o l’uso delle camere di sicurezza per i fermati in attesa della conferma dell’arresto, o la chiusura obbligatoria entro un anno degli OPG, anche se sono un passo avanti nella giusta direzione non rimuovono il peso di una legislazione generale sbagliata sui temi fondamentali.
Il problema della civiltà delle carceri, la possibilità stessa di garantire la salute dei detenuti così come degli operatori penitenziari, necessita di un progetto organico con adeguati provvedimenti legislativi, a partire dalla riforma del codice penale, con la depenalizzazione dei reati minori, forme attenuate di detenzione e l’ampio ricorso a misure alternative al carcere, l’affidamento ai servizi sociali, con percorsi di riabilitazione e di inclusione sociale.
Il convegno potrebbe rappresentare anche l’occasione per rafforzare il ruolo delle istituzioni locali e del comune in particolare, promuovendo forme di coordinamento delle città sede di carcere e contribuire così, insieme al DAP, alle regioni, alle Asl e agli altri soggetti istituzionali, alla programmazione degli interventi mirati a riqualificare e rendere più civile e più giusto il sistema carcerario.

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