ANALISI DELLE SOSTANZE NELLE ACQUE REFLUE IN 75 CITTA’ EUROPEE

L’Agenzia europea per la droga (EMCDDA) ha diffuso i risultati dell’indagine annuale basata sulle analisi delle tracce di varie sostanze psicoattive nella acque reflue in 75 città europee. A questo tipo di indagine, avviata nel 2011, ha partecipato il più alto numero di città finora registrato (nonostante lo studio si sia svolto in un periodo contrassegnato da varie limitazioni imposte dalla situazione pandemica), per un totale di 45 mil., consentendo così di ampliare le conoscenze disponibili sui livelli di consumo di cocaina, anfetamine, metanfetamine, MDMA/ecstasy e cannabis. Fra i principali risultati riscontrati, nel 2021 si rileva un aumento complessivo della presenza di quattro delle cinque sostanze analizzate, con la sola eccezone di MDMA. Va notato che in questa ultima indagine le sostanze sono state rintracciate in modo più diffuso, rispetto alle indagini precedenti, con le cinque sostanze trovate in quasi tutte le città partecipanti. Rispetto alle singole sostanze, si può osservare che i residui di cocaina nelle acque reflue rimangono alti soprattutto nelle città dell’ovest e del sud (spcie in Belgio, Olanda e Spegna), ma tracce sono state trovate nella maggior parte di città dell’Europa dell’Est,in alcune delle quali sono stati riscontrati degli aumenti. Le metanfetamine, tradizionalmente concentrate nella Repubblica Ceca e in Slovacchia, sono ora presenti in Belgio, Cipro, Germania orientale, Spagna, Turchia e molte altre nazioni europee. Su 58 città che hanno partecipato all’indagine sia nel 2020 che nel 2021, in quasi la metà si registra un incremento. Per le anfetamine, il loro livello cambia in modo significativo a seconda della città esaminata. Le concentrazioni maggiori si riscontrano in città localizzate in Belgio, Svezia, Olanda e Finlandia e quelle minori nelle città del sud Europa. Sulla cannabis, le concentrazioni maggiori si trovano in Croazia, Repubblica Ceca, Spagna, Olanda, Slovenia e Portogallo. Fra tutte le sostanze analizzate, la cannabis  è quella che sembra avere meno risentito dai lockdown imposti da Covid-19. Infine, per quanto concerne l’MDMA, è l’unica delle sostanze analizzate per la quale si riscontra una diminuzione nella maggior parte di città analizzate, probabilmente come effetto della chiusura dei contesti del divertimento e delle restrizioni alla vita notturna ai quali l’MDMA è associato.

LINK ALL’INDAGINE (INGLESE)



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