FORMAZIONE, UNIVERSITA’ E ALCOL: L’INCONTRO MANCATO

Gian Luigi Stella, presidente Nazionale Società Italiana Tossicodipendenze (SITD)  interviene su il Quotidiano della Sanità per criticare la scarsa applicazione della legge 125 del marzo 2001, a suo avviso emblematica. In particolare, Stella cita l’iter attraverso il quale le università italiane sono state sollecitate da SITD a inserire corsi specifici di alcologia, senza ricevere risposte soddisfacenti e dovendo anzi registrare situazioni molto diverse fra regioni e fra facoltà a dimostrazione della scarsa attenzione per questo tema negli atenei italiani. “Purtroppo, devo dire con rammarico e delusione, il Presidente del CUN liquidò la richiesta asserendo che l’insegnamento di Alcologia era previsto nell’esame di Psichiatria (MED25). Ma le cose non stanno esattamente così e infatti da una nostra ricerca risulta che laddove la sensibilità è maggiore, l’insegnamento è inserito con una disparità sconcertante. Infatti, in alcuni Atenei è collocata in Med/25, in altri Med/26, Med/05, Med/38 e così via. Noi riteniamo che la formazione durante il corso di Laurea sia molto importante e infatti numerosi dati della letteratura internazionale riportano, per esempio, che i medici di medicina generale possono svolgere un ruolo importante nel prevenire la dipendenza da alcool (Fleming et al., 2002). Essi possono intercettare una fascia di pazienti a rischio e indirizzarli ai Dipartimenti delle Dipendenze (Unità di Alcologia e Ser. D.).

In questo particolare target la diagnosi e il trattamento precoce del consumo eccessivo di alcool rappresenta un momento molto importante. Tale intervento può interrompere il circuito progressivo di questi soggetti verso la dipendenza e l’alcolismo cronico. Ciò oltre a migliorare lo stato di salute individuale e il benessere delle famiglie, produce (Stella et al., 2016), un notevole risparmio dei costi. In letteratura è riportato (NIAAA) che se un MMG investe un dollaro per la diagnosi e per attuare un trattamento precoce per un paziente, evita di spenderne circa quattro, per lo stesso paziente, per la cura e il trattamento di future patologie correlate al consumo eccessivo di alcool. Quindi, ripeto, la formazione Universitaria rappresenta il fulcro fondamentale per le acquisizioni della patologia in toto, e senza di essa è molto difficile poter far fronte in modo appropriato alle varie sfaccettature che tale patologia richiede.

In conclusione, ho fatto solo l’esempio di un articolo della legge 125. Certo la scarsa assistenza ai pazienti con Disturbo da uso di alcool non si esaurisce con l’insegnamento universitario per formare i medici e colgo l’occasione per ricordare al Ministro Speranza, che considerato che si sta preparando la Conferenza Nazionale sull’alcool, prevista per dicembre e che diversi professionisti, sono impegnati nell’organizzazione della Conferenza, di porre al Centro la legge 125, ripeto da Lui citata nell’occasione, magari con previsione di aggiornarla, ma soprattutto che trovi la sua applicazione in toto come da Lui auspicato.”

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