UN’INDAGINE SU UNA COMUNITA’ DI HIKIKOMORI ITALIANI

Si segnala un interessante studio, Autoisolamento sociale volontario ed emergenza Covid-19: uno studio netnografico tra i giovani Hikikomori italiani durante la pandemia, di Marianna Coppola e Giuseppe Masullo, pubblicato sulla rivista «Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali», liberamente accessibile, su una comunità di hikikomori italiani. Fra i motivi d’interesse dello studio, il fatto che è stato volto a esplorare le “dimensioni psicologiche, sociali e dell’immaginario di giovani italiani che si “autodefiniscono” hikikomori, relativamente alle misure di contenimento e di diffusione del coronavirus“. Dopo un’introduzione dove vengono presentate le principali caratteristiche sociali del fenomeno in Giappone e in Italia, lo studio descrive l’approccio metodologico, definito netnografico, “un metodo qualitativo che adatta e rielabora le tecniche etnografiche all’analisi dei contesti virtuali, delle comunità online e della web society”. I ricercatori hanno così scelto di effettuare lo studio sui partecipanti di un gruppo Facebook a tema hikikomori, con circa 4.590 iscritti. Nel periodo di osservazione scelto, dal 9 Marzo al 4 Maggio 2020, sono stati analizzati i contenuti di 253 post, con particolare cura verso tutto ciò che si riferiva all’emergenza pandemica e alle rappresentazioni e agli atteggiamenti degli hikikomori rispetto al confinamento.

Sono due gli orientamenti prevalenti nel gruppo, secondo i ricercatori: uno conservatore, attento ai processi definitori del fenomeno hikikomori e uno critico, che prova a contestare lo stigma associato all’isolamento sociale. Nel primo orientamento, “si enfatizzano e si ribadiscono con forza e con distinzione le caratteristiche cliniche, sociali ed esperienziali della condizione hikikomori, demonizzando gli accostamenti considerati “fuori luogo” spesso formulati anche dai mass-media”. Nel secondo orientamento “si sposta il focus della discussione sugli aspetti morali, sociali e culturali della società nel suo complesso, utilizzandoli come argomenti per sostenere un processo di destigmatizzazione dell’isolamento sociale. I ragazzi hikikomori che orientano il loro parere all’interno di questa posizione, considerano le interazioni sociali, il sistema culturale occidentale le basi delle principali “sociopatie” dell’individuo contemporaneo e vedono nelle misure di contenimento e prevenzione del contagio da coronavirus una “manna dal cielo” un modo per dimostrare a tutti gli “altri” quanto l’isolamento sociale e la destrutturazione delle reti sociali in presenza possano essere “delle soluzioni” ai malesseri individuali e personali vissuti.”

LINK ALLO STUDIO

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