GIOCO D’AZZARDO, INDEBITAMENTO E LOCKDOWN

Un articolo di Umberto Caroni, Educatore Professionale, Area Azzardo Point del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII S.C.S. Onlus di Reggio Emilia, sul bollettino di Alea, l’associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, offre un punto di vista sul combinato disposto Covid-19 e gambling presso gli utenti in carico dall’associazione. In estrema sintesi, la maggioranza di utenti in trattamento non ha agito comportamenti eclatanti, ma il sovraindebitamento ha continuato a rappresentare una spia di disagio molto significativa. Dopo una prima parte dedicata a riflessioni e valutazioni generali sull’impatto della pandemia nelle abitudini di gioco degli utenti con disturbo da gioco d’azzardo (DGA), Caroni si sofferma su quanto osservato dai servizi dell’associazione rivolti all’utenza, che oltre a psicoterapia, trattamento di gruppo, residenzialità, gruppo familiari, prevede un “Servizio (gratuito) di assistenza e consulenza per usura e sovra indebitamento” rivolto alla popolazione in generale. Durante e subito dopo i mesi di confinamento, ” (mentre) le richieste d’aiuto per DGA si sono letteralmente bloccate, il servizio di consulenza economica ha continuato nella sua operatività con un leggero incremento.”

Per quanto riguarda i giocatori già in trattamento, l’osservatorio dell’associazione ha evidenziato come “in fase COVID-19 nessun giocatore ha messo in atto agiti eclatanti o altro pur di giocare al suo gioco preferito, così come i familiari riferiscono di non aver osservato comportamenti anomali pur rimanendo perplessi sulla durata di questa posizione di non gioco specie dopo che il mercato aveva completamente riaperto. A conti fatti è il craving, con i suoi eventi trigger, la vera dannazione del giocatore unita alla convinzione di essere un giocatore adeguato durante le fasi di non gioco, convinzione che sparisce con la ripresa dell’attività di gioco d’azzardo e la conseguente perdita di controllo pressoché immediata. È sempre interessante osservare il passaggio dal sentirsi un “giocatore adeguato gioco forza” al ricadere in comportamenti compulsivi nel riavvicinarsi al gioco, anche se questo aspetto è ormai ben noto e a cui si sommano: • l’indebitamento come evento trigger quotidiano per eccellenza; • il vedere il gioco d’azzardo come un problema e contemporaneamente vederlo come la soluzione al problema.

LINK AL BOLLETTINO ALEA (pp. 18-23)

Questa voce è stata pubblicata in COVID-19, DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO, POLITICHE SOCIALI E SANITARIE. Contrassegna il permalink.