OBIETTIVI E RISULTATI NELLA LOTTA GLOBALE ALL’HIV-AIDS

Pubblichiamo di seguito la traduzione di alcuni estratti del rapporto 2020 di UNAIDS, facenti parte del dossier sull’HIV-AIDS 2020 di CESDA.

“Verso i tre zero: progressi importanti, ma insufficienti

I risultati nella ricerca di realizzare la visione dei tre zero – zero nuove infezioni HIV, zero discriminazione e zero morti correlate all’AIDS – si sono mescolati negli anni scorsi e sono ben inferiori alle aspirazioni globali. Il fallimento collettivo di investire in modo sufficiente in risposte complete, basate sui diritti e centrati sulle persone, comporta un prezzo molto alto: dal 2015 al 2020, ci sono state 3,5 mil. di nuove infezioni HIV e 820.000 nuovi decessi AIDS-correlati in più rispetto agli obiettivi 2020 che a livello globale ci si era posti.

Zero nuove infezioni

Un totale di 23 paesi sono riusciti a ridurre le nuove infezioni HIV di più del 45% entro la fine del 2019 e sono sulla strada di raggiungere una riduzione del 90% entro il 2030. Cinque di questi paesi sono localizzati nell’Africa dell’Est e del Sud. Queste storie di successo sottolineano l’impatto delle azioni concertate.
Globalmente, tuttavia, le nuove infezioni HIV sono diminuite solo del 23% fra 2010 e 2019. 1.7 mil. di nuove infezioni che sono avvenute nel 2019 sono tre volte più alte che l’obiettivo globale di meno di 500.000 nuove infezioni nel 2020. Il numero di giovani donne neo-infettate nel 2019, 280.000, è quasi tre volte più grande dell’obiettivo globale di meno di 100.000 entro il 2020. Ci sono inoltre circa 150.000 nuove infezioni HIV fra i bambini (0-14 anni) nel 2019, rispetto all’obiettivo del 2020 di meno di 20.000. Inoltre, praticamente nulla è stato fatto rispetto al numero di nuove infezioni fra le sex worker donne, le persone che fanno uso di droghe per via iniettiva e le donne transgender, e le nuove infezioni fra omosessuali maschi e altri uomini che fanno sesso con uomini sono aumentate del 25% fra 2010 e 2019. Nel 2019, le popolazioni chiave (inclusi gli uomini omosessuali e altri uomini che fanno sesso con uomini, persone che fanno uso di droghe per via iniettiva, sex worker, persone transgender, detenuti) e i loro partner rappresentano il 62% di tutte le nuove infezioni a livello mondiale, includendo la maggiore ripartizione di nuove infezioni in ogni regione altra dall’Africa dell’Est e del Sud.

Zero decessi correlati all’AIDS

Riduzioni continue, stabili nei decessi dovuti a cause correlate all’AIDS rappresentano il più promettente progresso raggiunto nell’ultimo decennio. Un totale di 26 paesi sono sulla strada di raggiungere la riduzione del 90% nella modalità correlata all’AIDS entro il 2030, inclusi nove stati nell’Africa dell’Est e del Sud, la regione dove vive più del 55% di tutte le persone che vivono con HIV. In tutto, il numero globale di decessi correlati all’AIDS nel 2019 (690.000) eccede l’obiettivo 2020 di riduzione della mortalità di meno di 500.000 unità.

Zero discriminazioni

Mentre la risposta HIV ha fatto grandi passi nello scalare gli approcci bio-medici, specialmente nel testing e nella terapia, il fallimento nel rivolgersi a questioni sociali e strutturali diminuisce l’ampiezza, l’impatto e la sostenibilità dei servizi HIV. Le indagini sulla popolazione indicano che mentre gli atteggiamenti discriminatori verso le persone che vivono con HIV stanno diminuendo in alcuni paesi, altrove stanno aumentando, e rimangono inaccettabilmente alti in tutti i contesti dove le indagini sono state condotte. Le indagini di persone con HIV in 13 paesi confermano anche che lo stigma e la discriminazione nei servizi sanitari – sotto forma di cure negate, attitudini sprezzanti, procedure coercitive o violazioni della confidenzialità – rimangono, in modo disturbante, comuni.

Non all’altezza degli obiettivi Fast-Track

Il progresso insufficiente verso la visione dei tre zero frena da un fallimento globale nel restare sulla strada per avere successo in tutti gli obiettivi 2020 Fast-Track.
L’avanzamento verso il testing 90-90-90 e gli obiettivi nella terapia è stato una nota positiva. Alla fine del 2019, l’81% delle persone che vivono con HIV conoscono loro status HIV; fra coloro che conoscono il loro status, l’82% è in terapia, e l’88% di coloro in terapia ha raggiunto la soppressione virale. Tuttavia, le distanze lungo questa cascata di servizi si combinano nel lasciare la proporzione di tutte le persone che vivono con HIV con carica virale soppressa al 59%, molto al di sotto dell’obiettivo dell’auspicio della soppressione virale del 73% degli obiettivi 90-90-90.
Le nuove infezioni HIV fra bambini si sono ridotte di più della metà fra 2010 e 2019, ma l’avanzamento nell’eliminazione della trasmissione HIV fra madre e figlio è rallentato a partire dal 2016. Questo è in parte attribuibile alle sfide relative alle donne che sono state diagnosticate nella fase avanzata di gravidanza e durante l’allattamento. La terapia fra i bambini che vivono con HIV (53% nel 2019) ha raggiunto un livello molto inferiore alla copertura degli adulti, pari al 68%.
(…) Nel 2019, 18.6 bilioni di dollari erano disponibili per la risposta globale all’HIV – circa il 30% in meno dei 26.2 bilioni di dollari che UNAIDS stima necessari per la risposta globale. Come per altri aspetti della risposta, gli sforzi di mobilitazione sono rallentati durante il periodo Fast-track: il totale di risorse HIV è aumentato del 20% fra 2010 e il 2015, ma solo del 3% fra 2015 e 2019, incluso una diminuzione dal 2017.
La visione Fast-Track di trasformare le condizioni sociali e strutturali che incidono sulla vulnerabilità all’HIV e il consumo dei servizi è rimasta inattuata. In 46 paesi dove sono state condotte indagini fra 2014 e 2018, circa una donna sposata, fidanzata, adolescente e giovane donna su cinque ha subito violenza fisica e/o sessuale da un partner nei 12 mesi precedenti. Ciò dimostra in modo inequivocabile il fallimento globale nell’eliminazione delle disuguaglianze di genere e per terminare tutte le forme di violenza e di discriminazione entro il 2020 contro le donne e le ragazze, le persone che vivono con HIV e le popolazioni chiave.
Il mondo ha fallito anche nel raggiungere l’obiettivo di 75% delle persone che vivono con, a rischio di o affette da HIV che beneficiano di protezione sociale. Solo cinque paesi su 21 con un alto carico di HIV che hanno strategie sociali che menzionano in modo specifico le persone che vivono con HIV come beneficiari chiave riportano di avere raggiunto la copertura di almeno il 50% per almeno un benefit di protezione sociale. I report di 90 paesi rivelano distanze nell’aiuto legale per le persone che vivono con e sono affette di HIV.”

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