L’AZIONE DEL LIKE SUL NOSTRO CERVELLO

La tecnologia e i social, strutturati per catturare la nostra attenzione, modificare i nostri comportamenti, indurre bisogni e guadagnare, sono in grado di influenzarci profondamente agendo su meccanismi del nostro cervello.
Nello specifico certe attività determinano il rilascio di dopamina, uno neurotrasmettitore che manda un segnale alla parte del nostro cervello che è incaricata di pianificare e portare a termine i nostri obiettivi.
Il messaggio che arriva ai nostri neuroni è fortissimo e primordiale, è lo stesso che si innesca quando dopo aver fatto dell’attività fisica o quando si riceve un complimento.
A maggiori stimolazioni la nostra reazione aumenta e diventa più veloce.

I like, e tutte le altre risposte positive dei social rinforzano certi nostri comportamenti e ci inducono a farne un maggiore uso.
“Come per il sesso, sono gli stimoli positivi – spiega Tanya Byron della Edge Hill University – a spingerci a ripetere le stesse esperienze. Quando un  post su un social viene condiviso e apprezzato da altre persone ci sentiamo ricompensati e siamo spronati a scrivere nuovi messaggi, nella speranza di intercettare sempre più consensi“.
Allo stesso modo, uno stimolo negativo (che in certi social network non è presente), demotiva all’uso.

La dipendenza da like può diventare talmente forte da indurre le persone a raccontare fatti molto personali, ad esporsi, a mentire.
Secondo Tonioni – responsabile del Centro pediatrico interdipartimentale per la psicopatologia da web, presso la Fondazione Policlinico Gemelli, salvo casi estremi, non è necessario allarmarsi: “gli smartphone sono uno strumento per distanziarsi, come avviene naturalmente nell’adolescenza, da papà e mamma”.

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