INIZIATO L’ITER PER RIMUOVERE LA CANNABIS DALLE SOSTANZE PROIBITE A LIVELLO FEDERALE NEGLI USA

Pochi giorni fa,  è stato approvato dalla Commissione Giustizia del Congresso USA il Marijuana Opportunity, Reinvestment e Expungement Act, meglio noto come MORE Act proposta dal Presidente del Comitato, il deputato democratico newyorkese Jerrold Nadler.  “Il testo rimuove la cannabis dal Controlled Substances Act (la legislazione sulle droghe proibite a livello federale), elimina le passate sentenze per reati legati alla cannabis e prevede una tassa sulle vendite del 5%, da reinvestire nei territori e fra le comunità più colpite dal proibizionismo”. Si tratta di un primo via libera alla depenalizzazione della cannabis a livello federale, dato che, nonostante vari stati abbiano già votati provvedimenti di legalizzazione della cannabis, la legislazione federale in materia è rimasta strettamente proibizionista.

Come ricorda Leonardo Fiorentino su di Fuoriluogo vi sono, tuttavia, molti ostacoli da superare affinché la riforma passi defintivamente a livello federale: “La direttrice della Drug Policy Alliance Maria McFarland Sánchez-Moreno ha dichiarato che con questo voto “gli Stati Uniti si stanno avvicinando di un passo al porre fine ai danni devastanti del divieto della cannabis, che hanno colpito pesantemente le minoranze. Questa legislazione non compenserà il danno totale che il proibizionismo ha causato alle sue vittime. Non restituirà a nessuno i propri sogni perduti, il tempo perso in balia del sistema giudiziario penale; o gli anni trascorsi lontano dalle proprie famiglie. Ma questa legislazione è quanto di più vicino a questo obbiettivo: non solo per porre fine a quei danni a livello federale, ma anche per iniziare a ripararli. Ora spetta al Congresso fare la cosa giusta e approvare rapidamente il disegno di legge per garantire che la giustizia non venga ritardata di un momento.”

Ora la legge dovrà passare all’esame dell’aula della Camera USA. Se qui, vista la maggioranza democratica, ci sono buone probabilità che passi indenne, la strada si preannuncia in salita al Senato. Il Senato infatti rimane in mano repubblicana, anche se per pochi voti. La crepa contro la proibizione sembra aver aperto le posizioni del GOP, a partire dal suo elettorato. Molto dipenderà da quanti e quali compromessi saranno ritenuti accettabili: basterebbero infatti 7/8 Senatori repubblicani a favore della legge per approvarla clamorosamente. A quel punto solo Trump, con il suo potere di veto, potrebbe fermarla“.

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