DROGHE SINTETICHE, NPS E SISTEMI DI CONTROLLO

Un articolo de Il Fatto Quotidiano traccia una breve analisi, anche attraverso interviste a importanti esperti italiani, sulla diffusione di nuove sostanze psicoattive (NPS) nel nostro  paese. A fronte di un aumento dei sequestri di NPS, il volume di oppiodi sintetici sequestrati rimane piuttosto basso in Italia, ma occorre ricordare che in media tali sostanze sono anche 1.000 molte più potenti delle sostanze tradizionali. Tuttavia, il problema principale da risolvare riguarda l’inefficacia dei sistemi di controllo delle NPS: molto spesso le NPS sono tecnicamente molto difficili da individuare e, spesso, non figurano ancora nella lista delle sostanze in tabelle, e quindi vietate. “Nel 2018, le autorità italiane hanno registrato 95 nuove sostante psicoattive: il 60% riguarda oppioidi sintetici, cannabinoidi sintetici e catinoni sintetici. In un solo anno, i sequestri di droghe sintetiche in polvere sono aumentati del 101% e quelli in dosi del 13%. La quantità in termini assoluti è piuttosto bassa: circa 144 chilogrammi, pari allo 0,1% del totale di stupefacenti sequestrati. Questi numeri però non riflettono minimamente la realtà del problema. Innanzitutto, c’è da considerare che il 95% di tutti i sequestri ha riguardato marijuana e hashish. Ma il punto, spiega Locatelli, è che “quello 0,1% andrebbe moltiplicato per 1000. I dati sulle droghe sintetiche non sono comparabili con quelli delle vecchie droghe. Sono due universi totalmente diversi”. Il motivo? I cannabinoidi sintetici sono 500 volte più forti della marijuana e hanno effetti simili alla cocaina. Gli oppioidi sintetici come il fentanyl, a seconda della molecola, sono anche mille volte più potenti dell’eroina. Un singolo grammo di carfentanil, ad esempio, basta per tagliare più di duemila dosi. “Siamo davanti a un enorme errore documentale che porta a sottostimare il problema – ribadisce il tossicologo – perché spesso, quando parliamo di droghe sintetiche, un chilo vale quanto una tonnellata

Al contrario delle droghe tradizionali, quelle sintetiche vengono vendute quasi esclusivamente su internet, con una facilità di reperimento “pericolosa e dilagante”, soprattutto tra i giovani. Basta fare una ricerca su Google, cercando “chemicals research shop”, per trovare decine di siti che vendono ogni tipo di droga sintetica, dalla ketamina al fentanyl, con tanto di offerte, consegna a domicilio e pagamento tramite paypal o bitcoin. In pratica, “lo spacciatore te lo trovi in casa”, dice Locatelli. Ma com’è possibile che sostanze così pericolose si possano acquistare sul web? Il motivo è che su 850 molecole sintetiche identificate, soltanto una parte è stata “tabellata” e bollata come “illegale”. Le altre invece sono, a tutti gli effetti, legali. Il sistema di controllo di queste sostanze è strutturato in tre fasi: scoperta delle sostanze tramite un sistema di allerta precoce, valutazione dei rischi, misure di controllo. Un processo ancora troppo lento rispetto alla rapidità con cui nuove molecole vengono messe sul mercato. Nell’ultima Relazione europea sulla droga si sottolinea anche come le droghe sintetiche vengano spesso “mescolate con altri stupefacenti, come eroina, cocaina o medicinali contraffatti“.

L’estrema difficoltà nel registrare l’uso e le conseguenze delle droghe sintetiche porta a sottostimare il problema. Per il direttore del Centro nazionale di informazione tossicologica sono necessari alcuni provvedimenti: ripristinare l’obbligo di analisi tossicologica sulle morti sospette di overdose e nei casi di omicidio, cambiare l’indirizzo sull’incidentalità stradale per cercare le nuove sostanze psicoattive, introdurre controlli più stringenti per chi guida mezzipubblici. Nel complesso, quello sulle droghe sintetiche rappresenta spesso un buco conoscitivo sia per l’opinione pubblica sia per l’autorità legislativa e giudiziaria. Per una volta, servirebbero due pesi e due misure. Perché in questo caso, un singolo grammo uccide come fossero mille”.

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