PIANETA HIKIKOMORI – LA FUGA DEI NOSTRI FIGLI

In Italia sono circa 120mila gli adolescenti che scelgono di isolarsi nella loro stanza. Sono in genere maschi, frequentano le medie e si rifugiano nel pc e in internet. Un disagio che desta allarme.
Proponiamo la sintesi di un articolo pubblicato sulla rivista Salvagente con i contributi di Matteo Lancini sulla tematica degli adolescenti ritirati sociali.

La fascia di età più a rischio è quella dei teenager, soprattutto maschi. “Dopo eventi particolari come un trauma, una bocciatura o alcuni episodi di bullismo smettono di andare a scuola, si chiudono in casa e passano il giorno e la notte tra videogiochi, computer e tv. Purtroppo è solo l’inizio perché, nel tempo, tutto si altera: i giovani cominciano a nutrirsi e a lavarsi sempre meno; se abitano con i genitori si fanno lasciare il cibo fuori dalla porta; quando vivono da soli finiscono per mangiare pochissimo.

Per le ragazze, spiega Maia Fantesn, sociologa e docente all’università Descartes di Parigi, l’incapacità di reggere la pressione familiare, sociale, scolastica può sfociare in un disturbo alimentare. Nei maschi si manifesta invece con l’isolamento. L’hikikomori non riesce ad esprimere quello che prova al punto che per i familiari non è facile capire cosa sta accadendo: la sua è una sofferenza silenziosa, più affine all’apatia che alla ribellione. Le emozioni trattenute, alla lunga possono diventare depressione o psicosi.

Questi ragazzi, proprio nel momento in cui dovrebbero nascere socialmente, chiarisce Matteo Lancini, si suicidano socialmente.
Il ritiro avviene di solito a seguito di un episodio precipitante che determina il crollo dell’ideale che questi ragazzi si erano posti, a quel punto scatta prima il ritiro dalla scuola e poi dalla società.
Scatta una vera e propria fobia scolare talvolta anche avvertita a livello fisico con mal di pancia e fatica ad alzarsi dal letto.
Internet, la rete, i videogiochi, i social, non sono la causa del ritiro, ma senza di essi probabilmente questo fenomeno non sarebbe esistito perché un ritiro così lungo sarebbe senz’altro sfociato in una malattia.
Internet e l’uso del pc costituiscono semmai un rifugio e uno strumento attraverso cui costruire relazioni virtuali perché quelle reali sono troppo difficili. E al tempo stesso permettono in qualche modo di restare “nel mondo”.
Oggi i disagi adolescenziali sono cambiati, non sono più legati all’opposizione e alla trasgressione, oggi sono legati ad aspetti ideali e a ciò che si ad essi si pone davanti.
La società di oggi è più affettiva, lascia esprimere il bambino e anticipa al contempo la sessualità psichica. Ma quando arrivano i cambiamenti del corpo, rischiano di crollare le aspettative.
A provocare sofferenza è “il senso di inadeguatezza”, ecco perché l’hikikomori da molti viene definito un fenomeno sociale.

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