DROGHE, DISAGIO GIOVANILE E PERIFERIE

Il sociologo Claudio Cippitelli, figura di primo piano nei progetti di riduzione del danno per la cooperativa Parsec di Roma, interviene su un fatto di cronaca, il suicidio di un ragazzo di 17 anni, avvenuto anche per problemi familiari legati al consumo e al piccolo spaccio di cannabis. Cippitelli si sofferma sulla centralità delle politiche urbane per i giovani: il ragazzo infatti abitava in uno dei paesi dormitorio alle porte di Roma, Col Fiorito. La presenza e la qualità di servizi, di opportunità socio-lavorative e culturali, ha un impatto importante anche rispetto ai consumi e agli stili di consumo di droghe. “Una giovane amica che lo abita, descrive Colle fiorito come un quartiere che ai ragazzi appare triste, sentimento condiviso dalla  maggioranza dei giovani della sconfinata periferia romana a cavallo del Grande Raccordo Anulare. E allora, forse, abbiamo una chiave per comprendere come la “riduzione della domanda di droghe” non può esaurirsi nelle solite, esauste politiche repressive, oggi rilanciate ventilando pene tanto sproporzionate quanto del tutto inutili; se l’obiettivo è l’integrità fisica e psichica dei giovani, la politica di cui abbiamo urgenza non è la sicurezza urbana, ma le politiche urbane“.

La presenza e la qualità di servizi, di opportunità socio-lavorative e culturali, ha un impatto importante anche rispetto ai consumi di droghe. A sostegno di questa tesi Cippitelli cita i risultati di una ricerca (Parsec/SerD ROMA 2) che ha coinvolto 2.671 studenti della ASL ROMA 2 (territorio in gran parte periferico) e un campione di controllo selezionato tra gli iscritti nei licei del centro di Roma. A parità di consumi di cannabis, fanno riscontro differenze significative negli stili di consumo: “A quartieri tristi, corrispondono consumi eccessivi, problematici. Chi può diversificare l’accesso al piacere, per collocazione economica e culturale, inserisce il consumo di cannabis in una gamma di opzioni possibili: chi abita a Colle fiorito, può giungere alla convinzione che per ricercare uno stato di benessere in quel panorama c’è solo uno spino, una birra, una slot, insomma quello che offre il mercato”.

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