NUOVO PROGETTO DI SELF-CHECKING IN EMILIA ROMAGNA

Parte in Emilia Romagna un innovativo progetto di self-checking, con finalità di prevenzione e di riduzione del danno, finalizzato a contrastare, attraverso test rapidi, l’eventuale presenza di fentalyn nell’eroina a bassa qualità. I kit per fare il test saranno prima distribuiti negli ambulatori, in seguito direttamente in strada presso la popolazione a rischio. “Salvatore Giancane è un medico del SerT di Bologna, si occupa di droga da una vita ed è fra i protagonisti del piano affidato dalla Regione all’Ausl di Reggio Emilia. Grazie a un investimento di 15mila euro, in primavera si cominceranno a distribuire cinquemila kit per fare dei test rapidi: prima negli ambulatori che accolgono i consumatori. Poi, da questa estate, direttamente in strada. Si tratta di strisce diagnostiche che a contatto con l’eroina o con l’urina si colorano in modo diverso. “Se notate qualcosa di strano – è il messaggio – avvertiteci”. I consumatori saranno formati. A loro disposizione ci sarà anche un sito dove potranno caricare le foto con i risultati dei test rapidi e aiutare gli operatori a capire. Giancane non è tipo da allarmismi inutili. “Al momento – sottolinea – è un’operazione preventiva. Non c’è evidenza della presenza di fentanil. Ma secondo me prima o poi qualcosa arriva. Questo progetto è come un coltellino svizzero, ha tante funzioni. Il nostro obiettivo è coinvolgere gli utenti in questa operazione di salute pubblica. Alzare il livello di attenzione. Sarà anche un deterrente per gli spacciatori, perché i consumatori avranno la possibiltà di fare il self-checking” delle sostanze che comprano. Sul fentanil “c’è un’allerta mondiale ma l’Italia è indietro. Nessuno sa quanto fentanil c’è nel nostro Paese. Per questo siamo partiti con un progetto unico in Europa”. Un modo per avvicinare i consumatori, scrivono gli esperti della Regione nel loro progetto. Perché quelli “sommersi” sono cresciuti “in modo rilevante””.

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