INDAGINE SU PAZIENTI IN TRATTAMENTO METADONICO A MANTENIMENTO (1 PARTE)

Uno studio irlandese offre interessanti elementi di analisi e di approfondimento sulle condizioni di vita e di salute dei pazienti in trattamento metadononico a mantenimento. Si tratta di uno studio qualitativo, che ha riguardato un campione di 25 individui (16 uomini e 9 donne) in trattamento metadonico a mantenimento da almeno 10 anni. Altri dati socio-economici significativi attestano che la maggioranza dei partecipanti allo studio presenta un basso livello di scolarità, è disoccupata od occupata in modo precario, è ospite in strutture residenziali o senza casa. Il nucleo centrale dell’indagine, come accennato, riguarda la valutazione del trattamento metadononico a mantenimento. In generale, la maggioranza degli intervistati riporta che il trattamento ha avuto un impatto positivo rispetto alla stabilità, permettendo loro di condurre una vita “normale” sul piano delle relazioni familiari e amicali. Un altro aspetto positivo sottolineato è che, non dovendo procurarsi giornalmente le sostanze, la terapia metadonica ha permesso di evitare il contatto con ambienti criminali. Dall’indagine emergono però anche diversi aspetti negativi. In primo luogo, rispetto all’ambiente di cura si riportano esperienze e vissuti negativi quali “mancanza di cure, esperienze di disumanizzazione/punizione, ridotta autonomia“.

Si riportano nel complesso esperienze di scarsa empatia, a volte di umiliazione, con il personale curante. “Racconti di esperienze di stigmatizzazione sono pervasivi, con i pazienti che si confrontano in modo frequente allo stigma su livelli multipli di vita quotidiana. Invecchiare come paziente a lungo termine di metadone esacerba i sentimenti di stigma e lo stress collegato allo stigma”. Queste problematiche rendono nel complesso difficile la partecipazione dei pazienti alla vita di comunità, a una effettiva inclusione sociale; le interazioni con le varie istituzioni spesso rinforzano la percezione di essere stigmatizzato.

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