STILI DI VITA A RISCHIO FRA I GIOVANI MILANESI

Un articolo del Corriere della Sera riporta alcuni risultati del progetto di riduzione dei rischi rivolto alla popolazione giovanile e portato avanti, a Milano, da Comunità Nuova insieme a Lotta contro l’emarginazione e Ceas. Il progetto interviene in orario notturno in luoghi e  in contesti vari di divertimento informali, secondo l’approccio classico della riduzione del danno. Il quadro che esce dagli interventi presenta elementi di preoccupazione: alti livelli di consumo di alcol e di sostanze illegali, scarso uso del preservativo.  Dichiarano gli operatori: “Per prima cosa l’acqua. Distribuiamo bottigliette per idratarsi». Ma non solo. «Se c’è qualcuno che si sente male chiamiamo il 118». E poi disponibilità a confrontarsi, informare. Così si viene a scoprire che il 90 per cento dei ragazzi «intervistati» ha assunto cannabis almeno una volta nella vita, il 39 per cento cocaina. E sette su dieci non usano il preservativo, senza preoccuparsi delle malattie sessualmente trasmissibili” (…) «In tutto abbiamo creato un contatto con 1.690 giovani — racconta Marco Brunetti di Comunità Nuova —. Per il 70 per cento maschi, in prevalenza dai 20 ai 29 anni». Il «contatto» avviene nell’area di chill out (una sorta di zona relax) allestita dagli operatori ai margini della festa. Qui è possibile agganciarli, fare prevenzione e qualche domanda. Si parte con l’alcol: il 49 per cento del campione ne beve troppo e troppo spesso. Quasi tutti hanno provato droghe almeno una volta nella vita, perlopiù cannabis, cocaina, ecstasy. Due su tre ne hanno fatto uso nel mese precedente all’«intervista», poco meno della metà nella stessa serata. «L’uso avviene sia nelle discoteche sia nei rave — spiega Brunetti —, anzi, non è detto che nelle feste autorganizzate giri più roba. In quel caso il collante è un certo tipo di cultura».

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