GIOCO D’AZZARDO PROBLEMATICO E INTERVENTI PSICOLOGICI

La ricercatrice Simone Rodda ha condotto, con un gruppo internazionale di studiosi, un interessante studio che mira a  classificare gli interventi psicologici per il gioco d’azzardo problematico (Rodda et al., 2018). La ricerca ha sviluppato un sistema classificatorio, denominato GIST (Gambling Intervention System of CharacTerization), composto da quattro macro-categorie: tipologie di tecniche per il cambiamento utilizzate negli interventi; caratteristiche dei partecipanti e degli studi; caratteristiche della consegna e conduzione degli interventi; caratteristiche della valutazione. Il sistema GIST è stato applicato a 88 descrizioni di intervento risultanti da 46 studi volti a esaminarne l’efficacia, analizzando sia studi condotti da un terapeuta che di auto-aiuto. “Tra le tipologie di tecniche per il cambiamento identificate nelle 88 descrizioni, la prevenzione delle ricadute è stata usata nel 60% degli interventi, la ristrutturazione cognitiva nel 52% e la sostituzione del comportamento problematico con altre attività nel 44%. Notevole il fatto che le tecniche di auto-esclusione, le più utilizzate per controllare l’accesso ai luoghi e alle opportunità di gioco, sono state utilizzate sono in due degli interventi considerati. Pochi interventi, sia diretti da terapeuta che di self-help, includono l’automonitoraggio dei pensieri relativi al gioco. La fonte di reclutamento più utilizzata è stata la comunità (59%), seguita dai setting clinici (52%) – quasi il 30% dei partecipanti è stato remunerato. La gran parte degli interventi è stata somministrata in presenza (85% , 11% al telefono, 4% via internet) e gli approcci più utilizzati sono stati la terapia cognitivo-comportamentale (36%) e il colloquio motivazionale (31%)”.

Fonte: Rodda, S., Merkouris, S. S., Abraham, C., Hodgins, D. C., Cowlishaw, S., & Dowling, N. A. (2018). Therapist-delivered and self-help interventions for gambling problems: A review of contents. Journal of behavioral addictions, 1-16.

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