LIBRO BIANCO SULLE DROGHE, NONA EDIZIONE. PRIMA PARTE

Presentata a Roma la nona edizione del Libro Bianco sulle droghe, promosso da la Società della Ragione insieme a Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA e Associazione Luca Coscioni e con l’adesione di A Buon Diritto, Arci, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, Gruppo Abele, ITARDD, LegaCoopSociali, LILA. Numerosi e interessanti, come sempre, i temi e gli approfondimenti contenuti nel volume.

Partendo dal versante penale, 14.139 dei 48.144 ingressi in carcere nel 2017 sono stati causati da imputazioni o condanne sulla base dell’art. 73 del Testo unico. Si tratta del 29,37% degli ingressi in carcere. Rimane molto alta la percentuale di detenuti per reati legati alla sola detenzione a fini di spaccio, mentre è molto esiguo il numero di detenuti accusati o codnannati per associazione finalizzata al traffico di sostanze psicoattive illegali. 13.836 detenuti presenti in carcere al 31 dicembre 2017 lo erano a causa del solo art. 73 del Testo unico (sostanzialmente per detenzione a fini di spaccio). Altri 4.981 in associazione con l’art. 74 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), solo 976 esclusivamente per l’art. 74. Mentre questi ultimi rimangono sostanzialmente stabili aumentano dell’8,5% i detenuti per solo art. 73.  Aumenta inoltre la quota, sia fra i nuovi detenuti che nel totale dei detenuti, di soggetti tossicodipendenti. 14.706 dei 57.608 detenuti al 31/12/2017 sono tossicodipendenti (25,53%). “Si consolida l’aumento dopo che il picco post applicazione della Fini-Giovanardi (27,57% nel 2007) era stato riassorbito a seguito di una serie di interventi legislativi correttivi. Preoccupa l’impennata degli ingressi in carcere, che toccano un nuovo record: il 34,05% dei soggetti entrati in carcere nel corso del 2017 era tossicodipendente. Nel 2017 si conferma dunque l’aumento delle presenze in carcere, dopo alcuni anni di diminuzione, e aumenta la percentuale di detenuti per violazione della legge sulle droghe. La legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono decisivi nella determinazione dei saldi della repressione penale: la decarcerizzazione passa attraverso la decriminalizzazione delle condotte legate alla circolazione delle sostanze stupefacenti così come le politiche di tolleranza zero e di controllo sociale coattivo si fondano sulla loro criminalizzazione. Basti pensare che in assenza di detenuti per art. 73. o di quelli dichiarati tossicodipendenti, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento carcerario, come indicato dalle simulazioni prodotte in questo libro bianco”. Per quanto concerne le misure alternative alla detenzione, sono in lieve crescita, confermando la tendenza degli ultimi anni, anche se riguardano ancora un numero troppo limitato di soggetti. 3.146 su 14.706 detenuti tossicodipendenti sono i condannati ammessi all’affidamento in prova speciale.

Per terminare di dati sul versante penale, le segnalazioni al Prefetto per consumo di sostanze illecite sono aumentate in modo considerevole, passando da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017, “con una crescita molto alta di quelle riferite a minori, quadruplicate rispetto a due anni prima: considerando il totale dei segnalati, nell’80% dei casi si tratta di consumatori di cannabinoidi, seguiti da quelli di cocaina (14%) ed eroina (5%)”.

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