CBD, CANNABIS E PSICOSI

Una ricerca di Britta Hahn, The Potential of Cannabidiol Treatment for Cannabis Users With Recent-Onset Psychosis, pubblicata su Schizophrenia Bulletin, mostra interessanti potenzialità terapeutiche del CBD. Il CBD, insieme al THC, rappresenta il principale principio attivo contenuto nella cannabis, ma ha effetti opposti. Mentre il THC può determinare effetti psicotici o aggravare i sintomi nei soggetti con psicosi latente, al contrario il CBD ha effetti rilassanti, di riduzione dell’ansia. Nella commercializzazione di cannabis nel mercato nero, da anni si ritiene che la concentrazione di THC, che rappresenta nella cannabis la componente psicoattiva, sia in costante aumento. Secondo Giuseppe Montefrancesco, direttore del sito InSostanza, il lavoro presentato suggerisce che il CBD migliora l’andamento della malattia in individui con psicosi precoce e contemporaneo abuso di cannabis.

“E’ questa, in particolare, una popolazione con prognosi attualmente sfavorevole e che manca di un intervento specifico. Un elemento che di certo aggrava un quadro psicotico è l’abuso di cannabis, prevalente nella schizofrenia e particolarmente comune nei soggetti con psicosi di recente insorgenza. Utilizzo del cannabidiolo (600- 1000 mg /die per os) – date le sue proprietà di invertire gli effetti ansiolitici e psicotici del THC sia acutamente che cronicamente – potrebbe quindi costituire una validissima alternativa ai farmaci convenzionali e ai loro effetti collaterali sia in questi pazienti ma forse anche individui con qualsiasi disturbo dello spettro schizofrenico. Deve essere sottolineato, tuttavia, che la maggior parte di questi benefici suggeriti sono basati su studi di laboratorio, in parte con campioni di piccole dimensioni e c’è bisogno di conferme da parte di trials clinici randomizzati. Comunque tutto ciò è una promessa che il cannabidiolo, da tempo, solleva nella ricerca”.

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