OVERDOSE: I FATTORI DI RISCHIO E LE MODALITA’ DI SOCCORSO

mdd '18Nell’ultimo numero della rivista Medicina delle Dipendenze, un articolo firmato da Salvatore Giancane e Massimo Corti affronta il tema dell’intossicazione acuta da oppiodi. Il focus dell’articolo è centrato sulle cause, i fattori di rischio, la diagnosi e le procedure di soccorso in caso di overdose. Prima di tutto, va ricordato come l’eroina possieda un indice terapeutico basso, ossia la dose mortale di eroina è di poco superiore alla dose attiva, la quale a sua volta dipende dalla tolleranza del consumatore. Da ciò, si capisce che il rischio di overodose è maggiore nei soggetti con poca tolleranza, ovvero: consumatori saltuari; persone che si sono disintossicate di recente; soggetti con abbandono precoce di programmi comunitari drug-free; gli utilizzatori che tornano dopo molto tempo all’assunzione di eroina.

In letteratura, si ritiene che i principali fattori di rischio consistano nell’essere di genere maschile; avere un’età superiore a 35 anni; avere una lunga storia di tossicodipendenza; fare poli-consumo di sostanze; avere avuto episodi pregressi di overdose e di tentati suicidi. Fra i fattori che si ritiene riducano il rischio di overdose vanno citati l’essere in carico a servizi di cura e l’essere sotto trattamento con farmaci oppiodi. Ovviamente, anche alcune modalità di assunzione aumentano il rischio di overdose, in particolare la via endovenosa e quella orale.

Dopo avere dettagliato in modo semplice i segni che indicano un’overdose in corso, nell’articolo vengono elencate 5 operazioni da effettuare in caso di overdose che, se attuate nella giusta successione, possono contribuire a salvare la vita, ricordando che dalla perdita di coscienza al decesso possono passare da un’ora a tre ore. Il primo passo da fare è allertare i soccorsi, cercando di fornire informazioni sulle condizioni della persona. In seguito, aspettando l’arrivo dei soccorsi, è necessario cercare i segni dell’overdose e dell’insufficienza respiratoria. Terza operazione da effettuare è,  se le vie respiratorie sono libere, di praticare la respirazione bocca a bocca o il BLS nel caso in cui si abbia avuto una formazione in merito. Il quarto, fondamentale, passaggio consiste nella somministrazione del naloxone (nome commerciale Narcan), farmaco salvavita, liberamente acquistabile in farmacia senza ricetta medica. Infine, occorre monitorare la risposta del soggetto al naloxone ed è chiaramente necessario in tutti i casi aspettare l’effettivo arrivo dei soccorsi, anche per raccontare tutti gli elementi a disposizione.

Giancane Salvatore, Corti Massimo, Overdose da eroina e altri oppiodi: cause, fattori di rischio, tossicologia, fisiopatologia, diagnosi e soccorso, Medicina delle Dipendenze, Anno VII, N. 29, pp.16-22.

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