MORTALITA’ DA EROINA IN ITALIA FRA FALSI MITI E REALTA’

mdd '18Nel numero monografico di Medicina delle Dipendenze dedicato all’overdose da oppiodi, un articolo di Salvatore Giancane fa il punto su alcune dinamiche e processi in grado di fare meglio comprendere l’andamento della mortalità per overdose da eroina. Stando ai dati del 2016, la mortalità correlata all’uso di droghe è ai livelli più bassi mai registrati: 266 decessi, di cui l’80% attribuibili a eroina. Tuttavia, confrontando i dati sulla mortalità degli ultimi anni, si registrano anche tendenze preoccupanti, in particolare la comparsa di focolai di mortalità acuta per eroina, oltre alla presenza di città del centro-nord (Bologna, Mestre-Venezia, Perugia, Arezzo, Prato) dove la situazione è critica da anni. “Esiste quindi una forte caratterizzazione geografica della mortalità acuta per droghe in Italia, che interessa ormai in modo cronico alcuen regioni centrali e adriatiche, cui si aggiungono i focolai, che tendono a diffondere soprattutto verso il centro e il nord-est”. L’ipotesi avanzata da Giancane per spiegare questa concentrazione geografica delle morti per eroina è -respinta quella sulla maggiore purezza dell’eroina bianca, che non appare suffragata da dati consistenti-, che dipenda dalla riorganizzazione del narcotraffico, dalle mutate strategie dei gruppi criminali e dei consumatori.

Nella seconda parte dell’articolo, Giancane procede a un confronto della situazione italiana con quella nord-americana, concludendo che “I meccanismi che hanno portato al disastro americano nel nostro Paese non possono fortunatamente ripetersi, per mancanza di qualsiasi presupposto, primo fra tutti il consumo pro-capite di derivati dell’oppio per la terapia del dolore, che in Italia è circa dieci volte inferiore che negli Stati Uniti“.

Giancane Salvatore, Di eroina si muore ancora (ma l’America è lontana), Medicina delle Dipendenze, Anno VII, N. 29, pp. 6-10.

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