UN COMMENTO AL NUOVO PIANO NAZIONALE AIDS-HIV

data di pubblicazione:

22 Aprile 2017

Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe, commenta le linee guida del Piano Nazionale sull’AIDS e sull’HIV presentate dal Ministero della Salute alla conferenza Stato-regioni. Per Stagnitta si tratta, nel complesso, di un buon Piano, coerente con i programmi internazionali, che presenta diverse innovazioni e che recepisce alcune importanti indicazioni emerse dalle associazioni durante la stesura del Piano stesso. I punti di forza del Piano evidenziati nell’articolo fanno riferimento, da una parte, al rafforzamento degli strumenti di prevenzione, di presa in carico e di cura, dall’altra al coinvolgimento attivo delle associazioni per quanto riguarda la sommnistrazione dei test rapidi.

In particolare, “Il Piano nazionale Aids/Hiv delinea diverse strategie per raggiungere gli obiettivi indicati: interventi per ridurre il numero delle nuove infezioni, strumenti di prevenzione combinata, accesso al test ed emersione del sommerso, accesso alle cure, mantenimento in cura delle persone con Hiv in trattamento, lotta allo stigma e tutela dei diritti delle persone con Hiv allo scopo di promuovere lo empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazione chiave (…) Tra le importanti indicazioni contenute nel Piano, ne segnaliamo alcune: sugli strumenti di prevenzione, si sottolineano il ruolo preservativo e l’utilizzo della terapia; per gli interventi verso le popolazioni chiave e vulnerabili, si afferma la validità dell’approccio di riduzione del rischio e del danno e si riconosce l’importanza del coinvolgimento attivo e dell’empowerment delle comunità di riferimento, per rendere efficaci tali strategie; per l’accesso al test Hiv, oltre a potenziare l’offerta più “tradizionale”, si propone di incrementare e favorire il modello Cbvct (community-based voluntary counseling and testing) raccomandato fortemente dalle linee guida internazionali. Tale modello prevede l’utilizzo dei test rapidi in contesti non sanitari quali le sedi delle associazioni, i servizi a bassa soglia, i luoghi di ritrovo e d’aggregazione attraverso il coinvolgimento dei rappresentati delle stesse comunità, adeguatamente formati. Continuare a garantire la gratuità del test e la possibilità di eseguirlo in anonimato è un’altra delle priorità del Piano”.

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